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Cronaca nera

Preso il cecchino del balcone: convinto dal legale a costituirsi

L’uomo, 50 anni, individuato grazie ai registri di un’armeria: interrogato dai pm. Dei casi, tutti nel quartiere Prati, solo due erano stati denunciati. I Ris hanno ricostruito direzione e angolazione dei pallini

L’uomo che ha sparato in Via della Giuliana con i Carabinieri mentre entra ed esce dal suo appartamento dopo la perquisizione. Mercoledì 16 Settembre. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse) The man who opened fire on Via della Giuliana, shown with Carabinieri officers as he enters and leaves his apartment following the search. Wednesday, September 16. News (Photo by Valentina Stefanelli/Lapresse)

I Ris in tuta bianca in mezzo alla strada con gli strumenti per ricostruire in 3 D la traiettoria del proiettili del cecchino che da giorni sta terrorizzando i residenti di Prati, un quartiere di Roma centrale e tranquillo, tra il Tribunale e il Vaticano. E in serata la notizia che il presunto responsabile era in caserma con l’avvocato. Gli investigatori sarebbero risaliti a lui attraverso i registri di un’armeria in cui avrebbe comprato a inizio settembre una carabina ad aria compressa. Inizialmente l’uomo, Edoardo Ciardiello Crescimanno, 50enne disoccupato che vive in via della Giuliana, non era reperibile, poi è stato lui stesso a presentarsi dai carabinieri che ormai avevano chiuso il cerchio. È stato il suo legale di fiducia, Giampaolo Balzarelli, a convincerlo a costituirsi. Non è ancora chiaro perché abbia sparato. A chi lo ha interrogato è apparso molto confuso. La Procura potrebbe contestargli il tentato omicidio.

Almeno sei i casi, o forse di più: due quelli denunciati, gli altri raccontati dai testimoni. L’ultima vittima, Cristina Stilitano, è stata operata ieri per estrarre il proiettile che l’ha raggiunta ad un braccio. Non era un piombino di gomma, come credeva, ma di metallo. Sparato probabilmente da un’arma lunga, come forse un fucile. Secondo gli esperti balistici, infatti, lo sparo sarebbe partito da lontano, da una distanza di almeno dieci metri, probabilmente dal palazzo opposto rispetto al marciapiede di via della Giuliana dove la donna stava passeggiando. Gli inquirenti avevano già ristretto l’area da dove il cecchino avrebbe preso la mira, effettuato alcune perquisizioni e sentito diversi testimoni tra gli abitanti del palazzo di fronte al marciapiede. L’individuazione del responsabile era quindi questione di ore.

«L’operazione è andata bene, il proiettile è stato estratto ed è stato subito sequestrato dai carabinieri. Il braccio ovviamente mi fa male e ho qualche difficoltà a muovermi», ha raccontato ieri l’ultima vittima, ferita tre giorni fa. Non un caso isolato, il suo. Dopo la denuncia ne sono emersi altri. Era già successo venerdì, sempre sulla stessa strada, come racconta Angela Perrone, una commercialista che ha lo studio in una traversa vicina. La donna ha detto a Storie Italiane, in onda su Rai1, di essere stata colpita ad un polpaccio venerdì scorso, proprio nello stesso punto: «È successo all’imbrunire. Mentre camminavo ho sentito uno spostamento d’aria all’altezza della vita, che mi ha spaventata; poi un colpo sul polpaccio, che mi ha preso di striscio. Davanti a me c’era una signora che si è girata per via dello spostamento d’aria che ci ha colte all’improvviso. Poi ho sentito questo colpo sordo, senza rumore, sul polpaccio e sono rimasta un po’ imbambolata». La donna sul momento non ha pensato ad un’arma, piuttosto ad una colpo di cerbottana, ad un bravata che l’ha spaventata e le ha provocato un piccolo livido, per questo sul momento non ha denunciato. Poi quando ha letto sui giornali dell’altro caso ha collegato e ha fornito la sua testimonianza alle forze dell’ordine. Solo raccontati ma non denunciati altri due episodi simili avvenuti sabato, il primo contro due amiche, l’altro contro un gruppo di quattro turiste.

PaTa

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