Non solo un furto: una ferita aperta nel cuore della Sicilia. Una lacerazione che, toccando la bellezza, non è soltanto locale, ma diventa nazionale. A Ferragosto tre delle cinque tavole del Polittico di San Gregorio e la preziosa tavoletta bifronte con la Madonna e il Cristo in pietà di Antonello da Messina, di valore inestimabile, sono state trafugate dal MuMe, il Museo regionale interdisciplinare «Accascina» di Messina. La procura ha aperto un’inchiesta. Un colpo studiato nei minimi dettagli, messo a segno quando la città era radunata in piazza Duomo per i festeggiamenti della «Vara» e si raccoglieva in silenzio per ricordare le vittime del recente crollo di una palazzina a Pistunina.
Si indaga a 360 gradi, ma si prediligerebbe il furto su commissione: la scelta delle opere, la rapidità dell’azione e la precisione con cui i malviventi si muovevano incuranti della presenza delle telecamere di sorveglianza e dell’allarme fanno pensare a professionisti che sapevano cosa fare. Circostanza dimostrata anche dal fatto che la banda, composta da tre o quattro persone con il volto travisato dai caschi, hanno abbandonato due delle sei opere trafugate appoggiate a un muretto nell’area esterna del museo: probabilmente erano state appoggiate là e poi sono state abbandonate per la presenza di passanti. Un’operazione così rapida certosina – spiegano fonti investigative – richiede tempo per la preparazione e spesso un acquirente già individuato. Per gli inquirenti bisogna intercettare in fretta le opere d’arte, prima che lascino il Paese. I controlli effettuati al porto di Villa San Giovanni non hanno portato a risultati.
Lo strappo di Messina è un colpo per tutta l’Italia. E l’indignazione attraversa Ministeri, Regioni, Istituzioni culturali e cittadini. In questo clima arrivano le prime parole della politica, con lo «sconcerto e dispiacere per il furto» del ministro della Cultura, Alessandro Giuli vicino a Messina. «Mi sono consultato subito con il comando dei Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale - informa -. Confido nell’operato della polizia, cui sono affidate le indagini. Il ministero della Cultura assicura la massima disponibilità a collaborare». Il presidente della Regione siciliana Renato Schifani parla di «sfregio al patrimonio culturale universale». «Quelle opere - dice - non solo affondano le radici nella storia di Messina e della Sicilia, ma rappresentano un patrimonio per l’Italia e il mondo intero. La loro sottrazione è una ferita per tutti». Schifani informa che «è stata avviata un’ispezione interna per ricostruire ogni passaggio e accertare eventuali responsabilità riconducibili all’operato del personale addetto alla custodia». Sconvolta la direttrice del museo Marisa Mercurio: «È una grande perdita per il museo, la città, la comunità e il mondo dell’arte».
