Due fratelli di 20 e 21 anni sono stati fermati per la morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo morto in seguito alle gravissime ferite riportate durante un pestaggio a Sangineto, nel Cosentino. La svolta è arrivata dopo giorni di accertamenti condotti sotto il coordinamento della Procura di Paola, che avrebbe ricostruito i momenti principali dell’aggressione attraverso le testimonianze e le immagini registrate dalle telecamere della zona.
I due giovani, originari di Belvedere Marittimo, vivono e lavorano all’estero e tornano periodicamente nel paese d’origine. Sono stati individuati dagli investigatori e sottoposti a fermo da polizia e carabinieri. La loro posizione è ora al centro degli interrogatori condotti nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi. L’ipotesi investigativa è quella di omicidio aggravato dai futili motivi.
La lite e il pestaggio
Al centro degli accertamenti c’è quanto accaduto nella notte tra l’8 e il 9 agosto. Secondo la ricostruzione finora emersa, all’interno di una discoteca di Sangineto sarebbe scoppiata una discussione per motivi banali tra la vittima, papà di un bimbo di un anno, e i due uomini. Il confronto non si sarebbe però concluso nel locale: una volta all’esterno, la situazione sarebbe precipitata fino all’aggressione nella quale Perrotta ha riportato le lesioni che si sono poi rivelate fatali.
Dopo quanto accaduto, il 34enne aveva raggiunto il pronto soccorso di Cetraro. Ai sanitari avrebbe inizialmente raccontato di essersi fatto male in seguito a una caduta. Un particolare sul quale gli investigatori hanno dovuto fare chiarezza mentre cercavano di ricostruire quanto fosse realmente successo nelle ore precedenti.
Le condizioni di Perrotta sono peggiorate con il trascorrere del tempo. La gravità del quadro clinico ha reso necessario il trasferimento all’ospedale Annunziata di Cosenza, dove è stato ricoverato in rianimazione. I medici hanno tentato di salvarlo, ma le profonde lesioni cerebrali riportate durante il pestaggio non gli hanno lasciato scampo. Il 34enne è morto poco dopo le sei del mattino.
Le prove e il provvedimento per il locale
La ricostruzione investigativa è partita proprio dai molti punti ancora da chiarire sulla notte dell’aggressione. Su disposizione della Procura, polizia e carabinieri hanno raccolto le testimonianze delle persone che si trovavano nel locale e nelle vicinanze e passato al setaccio le registrazioni dei sistemi di videosorveglianza.
Alle indagini hanno lavorato gli agenti della Squadra mobile di Cosenza e del commissariato di Diamante insieme ai carabinieri delle compagnie di Paola e Scalea. Il confronto tra i racconti dei testimoni e quanto ripreso dalle telecamere avrebbe consentito di ricostruire la successione degli eventi e di concentrare l’attenzione sui due fratelli.
Nel frattempo è arrivato anche un provvedimento nei confronti del locale teatro della vicenda. Il questore di Cosenza, Antonio Borelli, ha disposto la sospensione della licenza per 15 giorni sulla base dell’articolo 100 del Tulps.
