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Cronaca nera

Tifoso ridotto in fin di vita a Pozzuoli. Otto gli ultrà arrestati per gli scontri

Confessa l’aggressore: “L’ho colpito con la gamba di una sedia”

Mario Spedaliere, il tifoso 34enne vittima di un agguato ultr� e colpito alla testa probabilmente con una mazza da baseball al termine della partita valida per il campionato di Eccellenza tra Puteolana e Portici. Foto Facebook / Massimo Spedaliere (padre di Mario) + ATTENZIONE LA FOTO NON PUO' ESSERE PUBBLICATA O RIPRODOTTA SENZA L'AUTORIZZAZIONE DELLA FONTE DI ORIGINE CUI SI RINVIA + NPK

Scontri tra tifosi a Pozzuoli: otto arresti. E l’ultrà che ha mandato in coma Mario Spedaliere, 34 anni, confessa. In meno di 48 ore dalla maxi rissa tra gruppi opposti, quelli della Puteolana 1902 e quella della Portici 1906, carabinieri e polizia arrestano in differita l’anima più violenta della tifoseria campana. Emanuele Alfano, Emanuele Barretta e Gennaro Pio Volpe, 19 anni, Giovanni Jonathan Pastore, 18 anni, ed Edoardo Marino, 38 anni, sono accusati assieme a tre minorenni di rissa aggravata e lesioni personali gravissime. Alfano, in particolare, è quello che ha preso a bastonate il 34enne, provocandogli un grave trauma cranico. L’uomo, ricoverato in prognosi riservata al Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, è in pericolo di vita.

Davanti ai carabinieri e agli agenti di polizia Alfano ammette: «Sono andato a vedere la partita della Puteolana, quando stavo dentro lo stadio la tifoseria ospite ci prendeva in giro, come a dire, vi aspettiamo fuori. Siamo andati in piazza, poi abbiamo avuto lo scontro fuori alla Fiat. Mi sono fermato vicino a un tifoso del Portici e mi ha puntato il coltello. Ho preso un bastone, una mazza che stava là con una punta, e gliel’ho dato in testa. Non volevo, ma lui mi ha menato il coltello». L’arma, la gamba di una sedia di legno lunga 45 centimetri, è stata sequestrata. Alfano, fratello di un collaboratore di giustizia, a causa di patologie incompatibili con il regime carcerario, è l’unico dei maggiorenni a non finire a Poggioreale anche se la sua posizione potrebbe aggravarsi se Spedaliere dovesse morire. I minorenni sono stati tutti trasferiti al CPA dei Colli Aminei, in attesa dell’interrogatorio di garanzia del pm Francesco Regine. Gli arresti in flagranza differita sono i primi del decreto sicurezza del 23 ottobre, che prevede, appunto, la flagranza differita anche sui minori. La cronaca del pestaggio. Dagli sfottò sugli spalti agli insulti davanti al bar Up&Down. Arriva una volante a calmare gli animi. Ne sopraggiunge un’altra di rinforzo. Un agente viene preso a calci. Fra i «facinorosi» viene identificato Edoardo Marino, detto «Cattò». Un secondo attacco, poco dopo, sulla Domiziana davanti a una pizzeria. Qui il confronto fra Spedaliere e Alfano. Il colpo alla testa non lascia scampo al 34enne che cade a terra privo di sensi. Subito dopo il fuggi fuggi generale. L’aggressore viene descritto dai testimoni del Portici e grazie alle immagini delle videocamere, preso. Restano gravi le condizioni di Spedaliere.