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Torino, due marocchini violentano una donna nel parco vicino alla stazione: arrestati

Un 34enne e un 40enne, entrambi di origine marocchina, senza fissa dimora, sono stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo

Torino, due marocchini violentano una donna nel parco vicino alla stazione: arrestati
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Due uomini, un 34enne e un 40enne, entrambi di origine marocchina, senza fissa dimora, sono stati arrestati in un’ operazione congiunta di polizia e carabinieri con l’accusa di violenza sessuale di gruppo. I due, secondo la ricostruzione degli inquirenti, lo scorso aprile nella stazione di Porta Susa avrebbero avvicinato una cinquantaduenne della provincia di Cuneo e dopo averla condotta in un parco nei pressi dello scalo ferroviario, avrebbero abusato di lei.

l 34enne è stato fermato alcune notti fa a Bardonecchia, in Valsusa, il 40enne era già stato rintracciato e arrestato dagli investigatori a fine maggio, a Chivasso, nel torinese. Entrambi sono ora in carcere, a Torino e Ivrea.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, basata su accertamenti tecnici e testimoniali, i fatti risalgono al 20 aprile scorso. I due uomini avrebbero avvicinato una donna di 52 anni, originaria della provincia di Cuneo, che si trovava in stato di ebbrezza, all'interno della stazione ferroviaria di Torino Porta Susa. Successivamente l'avrebbero condotta in un parco nei pressi dello scalo ferroviario, dove, secondo l'ipotesi investigativa, avrebbero abusato di lei. La donna è stata trasportata in ospedale, dove le sono stati diagnosticati 15 giorni di prognosi. In seguito ha presentato una denuncia-querela nei confronti dei due uomini, facendo partire le indagini congiunte della Sezione Operativa dei Carabinieri della Compagnia Torino San Carlo e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Polizia di Stato della Procura della Repubblica di Torino. L'attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Torino, ha consentito di identificare e rintracciare in tempi brevi i due indiziati.

Secondo quanto riferito dagli investigatori, la tempestiva denuncia della vittima, gli accertamenti tecnici e testimoniali e la collaborazione tra Carabinieri e Polizia di Stato hanno permesso di eseguire le due misure cautelari.

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