Muore schiacciato in un cantiere in provincia di Varese. A poche decine di chilometri ma nel Milanese, a Tribiano, un bancale da cinque quintali travolge un operaio di 47 anni, che ora lotta tra la vita e la morte in un letto di rianimazione. Due incidenti sul lavoro nello stesso giorno, due storie che si somigliano fin troppo: quella di chi non ce l’ha fatta e quella di chi, forse, non ce la farà.
A Origgio (Va) la vittima è un muratore di 55 anni. Stava lavorando in un cantiere quando qualcosa una parete, un carico, un cedimento improvviso, i dettagli sono ancora al vaglio degli inquirenti lo ha travolto senza lasciargli scampo. Sul posto sono arrivati i soccorsi del 118, i vigili del fuoco, i tecnici dell’Ats per i rilievi di rito. Per lui non c’è stato nulla da fare: il decesso è stato dichiarato sul posto. Ora sulla vicenda indaga la Procura, che dovrà stabilire se le norme di sicurezza siano state rispettate o se, come troppo spesso accade, qualcosa nella catena delle responsabilità abbia ceduto prima ancora del cemento.
A Tribiano, comune di poco più di duemila anime, la dinamica racconta la stessa fragilità dei corpi davanti al peso delle cose. Un operaio di 47 anni stava movimentando un bancale che, per ragioni ancora da chiarire, gli è piombato addosso: cinque quintali di massa che non perdonano. I colleghi hanno dato l’allarme, l’ambulanza lo ha trasportato in codice rosso in un ospedale milanese. Le sue condizioni restano gravissime, i medici non si sbilanciano. Anche qui i carabinieri e gli ispettori del lavoro dovranno ricostruire cosa non ha funzionato: un carico mal assicurato, una procedura saltata, un attimo di distrazione in un ambiente dove la distrazione, semplicemente, non è ammessa.
Due infortuni che si aggiungono a un conto che in Lombardia e in Italia non accenna a fermarsi. I sindacati tornano a chiedere più controlli, più formazione, più risorse per gli ispettorati del lavoro cronicamente sotto organico. Le istituzioni promettono, come sempre, un giro di vite.
Restano due famiglie: una che oggi piange un padre, un marito, un muratore che usciva di casa la mattina; un’altra che aspetta notizie dalla rianimazione.
