Se n’è andato il più forte trottatore di sempre. Varenne non era soltanto un cavallo, ma qualcosa di più. Non a caso il suo soprannome, il “Capitano” per distinguerlo da tutti gli altri. A 31 anni si è spento a causa di un infarto fulminante avvenuto nella notte tra il 17 e 18 agosto.
“Siamo distrutti”
“È con immenso dolore che diamo la notizia della morte del Capitano. Questa notte Varenne è venuto a mancare e il veterinario ne ha accertato la causa per infarto fulminante”: è l’incipit del messaggio pubblicato sulla pagina Instagram ufficiale. “Siamo distrutti nell’aver appreso questa mattina la notizia e vogliamo ricordarlo insieme a tutti i suoi fan a volare verso le sue vittorie. Oggi Varenne quelle ali le ha messe per viaggiare altrove, corri sempre libero e sempre nostro Capitano, che la terra ti sia lieve. Tanto amore, raggiungi Enzo”, conclude il messaggio, con il chiaro riferimento a Enzo Giordano, il suo proprietario.
Perché si chiamava Varenne
Nato il 19 maggio 1995, figlio dello stallone americano Waikiki Beach e della fattrice italiana Ialmaz, Varenne si chiama così per la strada di Parigi dove si trova l’Ambasciata italiana, ovvero la Rue de Varenne. Per tutta la sua carriera è stato Giampaolo Minnucci a prenderne le redini, da subito Varenne ha impressionato qualsiasi esperto e appassionato di ippica per le autorevoli vittorie in Italia e fuori dai confini nazionali.
Una carriera unica
Si tratta dell’unico cavallo della storia ad aver vinto il prestigioso titolo di “Cavallo dell’anno) in tre diversi Paesi: per tre anni consecutivi in Italia (2000-2002), in Francia nel 2001 e 2002 e negli Stati Uniti nel 2001 ma anche l’unico trottatore ad aver sempre trionfato nelle competizioni più importanti al mondo nello stesso anno, ovvero il 2001.
Tra le vittorie di maggior prestigio ricordiamo il Derby italiano di trotto nel 1998, il Gran Prix d’Amerique nel 2001 e 2002, il Gran Premio Lotteria di Agnano dal 2000 al 2002 e l’Elitloppet nel 2001 e 2002. Ma Varenne fece il Grande Slam per due anni consecutivi, 2001 e 2002. Per dare un’idea della sua forza, guidato da Minnucci ha vinto 62 corse su 73 disputate.
La vita da stallone
Dopo il suo ritiro, Varenne è stato anche uno stallone di successo dando alla luce oltre duemila figli, alcuni dei quali ne hanno ricalcato le orme negli ippodromi in giro per l’Italia. Gli ultimi anni della sua vita li ha trascorsi a Eboli, nell’allevamento LJ, in provincia di Salerno.
“La notizia della sua morte ci lascia un dolore particolare, perché se ne va uno straordinario campione che ha rappresentato la nostra terra nel mondo. Ci mancherà il “figlio del vento”, il nostro “Capitano”, ha ricordato al Corriere il sindaco di Copparo, Fabrizio Pagnoni.
