Un 18enne di origini marocchine è cerebralmente morto dopo essere stato colpito alla testa da una bottigliata durante una lite avvenuta la notte tra sabato e domenica in un piazzale davanti a un’azienda meccanica a Cerea, nel Veronese. La notizia, diffusa inizialmente sui social, ha trovato conferma da fonti ospedaliere: il giovane, ricoverato a Verona all’ospedale di Borgo Trento, dopo essere stato tenuto in vita dalle terapie di supporto nella Terapia intensiva neurochirurgica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona, non ha mai ripreso conoscenza e sono state avviate le procedure per la dichiarazione di morte cerebrale, che dovrebbe avvenire entro la giornata di oggi.
Il presunto omicida, che era ricercato dai carabinieri, si è presentato in caserma per costituirsi ed è stato arrestato per omicidio preterintenzionale. Si tratta di un coetaneo della vittima. Da quanto si è appreso anche l’arrestato, che si è presentato dai Carabinieri accompagnato dal suo avvocato, è di origini marocchine. Sulla vicenda anche in considerazione della giovane età dei due protagonisti gli investigatori mantengono il più stretto riserbo.
Da una prima ricostruzione, la vittima dopo aver trascorso la serata in una piscina a Casaleone (Verona) è stata coinvolta in una lite, forse alimentata dai fumi dell’alcol, vicino a un chiosco in un piazzale. Gli accertamenti investigativi permetteranno di accertare se al 18enne è stato fatale il colpo alla testa, che sarebbe stato inferto con una bottiglia, o se la successiva caduta ha causato un trauma letale.
Sulla vicenda è in odore di strumentalizzazione Futuro Nazionale, la formazione politica di Roberto Vannacci. «Mi dispiace per questa giovane vita spezzata - premette il deputato veneto Gianangelo Bof -. Ma il punto resta lo stesso. C’è poco da fare: se importi il Terzo Mondo, diventi il Terzo Mondo. L’aggressore è marocchino, la vittima pure. Non è più accettabile che questo tipo di reati siano compiuti con tale frequenza da persone per le quali, evidentemente, la violenza è una prassi. Serve la remigrazione, subito. E ci si deve interrogare sul perché ormai anche le amministrazioni locali di destra non prendano atto di un fenomeno che ogni giorno mette in pericolo gli italiani».
