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Cronaca nera

Violenze sulle anziane in una Rsa: sospesi 3 Oss

Le violenze venivano messe in atto praticamente ogni giorno, quando le donne venivano lavate, vestite, messe a letto

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Prese per i capelli, schiaffeggiate, insultate, derise e minacciate. Così venivano trattate quattro anziane ospiti, tra gli 80 e i 90 anni, di una Rsa di Mediglia, a sud di Milano. Le violenze venivano messe in atto praticamente ogni giorno, quando le donne venivano lavate, vestite, messe a letto. Per queste accuse tre operatori socio-sanitari, due uomini e una donna, sono indagati e sono stati interdetti dalla professione. I due uomini sono anche accusati di violenza sessuale: gli abusi sarebbero stati compiuti mentre lavavano le vittime. Una quarta operatrice risulta indagata per minacce aggravate, sempre nei confronti delle anziane.

L’inchiesta è affidata ai Nas dei carabinieri e coordinata dalla Procura di Lodi. Agli atti sono finite tra l’altro intercettazioni audio e video raccolte con telecamere nascoste nella casa di riposo, oltre alle denunce di alcuni parenti delle ospiti della Rsa. Così gli inquirenti: «Sono emerse reiterate vessazioni fisiche e psicologiche», gli indagati «afferravano le deboli vittime per i capelli e le colpivano con schiaffi al volto e alla testa, accompagnando tali gesti con insulti, derisioni e frasi intimidatorie». E sulle violenze sessuali: approfittando della «totale vulnerabilità delle anziane», infliggevano «percosse nelle parti intime in occasione delle quotidiane operazioni di igiene personale».

Tutto è partito dal racconto della familiare di un’anziana che si è accorta che qualcosa non andava. La donna le aveva raccontato di atteggiamenti inappropriati, che l’avevano molto turbata, da parte di chi la svegliava la mattina, la alzava dal letto e, a fine giornata, la rimetteva a dormire. La parente è andata a sporgere denuncia ai carabinieri dei Nuclei antisofisticazioni e sanità. I tre indagati rispondono, a vario titolo, di maltrattamenti e violenza sessuale. L’inchiesta ha portato fin qui a un’ordinanza interdittiva emessa dal gip nei confronti degli Oss che hanno «il divieto assoluto» di esercitare la professione «all’interno di qualsiasi struttura sanitaria o socio-assistenziale, sia pubblica sia privata su tutto il territorio nazionale». Le indagini proseguono per capire se vi siano stati altri casi e se i responsabili della Rsa fossero al corrente delle violenze, anche se per ora non emergerebbero elementi in tal senso.