Quel 5 maggio di 73 anni fa quando l'Italia iniziò a sognare con il Totocalcio

Nel 1946 fu lanciato il primo concorso Sisal legato al calcio e in pochi anni divenne il gioco più popolare e amato. Fu un'innovazione che oggi continua con il SuperEnalotto. Un'iniziativa speciale, curata da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli nell’ambito del progetto “Storie di Gioco”

Tutto ebbe inizio il 5 maggio 1946, quando il milanese Emilio Biasetti centrò i 12 risultati del primo concorso Sisal, la prima schedina del Totocalcio che gli consentì di vincere 463.146 lire. Fu l’inizio di una rivoluzione nella storia dei giochi popolari alla portata di tutti, l’inizio di un fenomeno di costume legato allo sport più amato, il calcio, nell’Italia del dopoguerra e della ricostruzione, della voglia di fare, di intraprendere di aprirsi di nuovo al mondo e alla modernità, di sognare. Di “vincere alla Sisal” con l’attesa dei risultati delle partite, il rito della passeggiata domenicale con la radiolina incollata all’orecchio e la schedina in tasta.

Il Totocalcio nacque dalla felice intuizione di Massimo Della Pergola, giornalista della Gazzetta dello Sport, nato a Trieste nel 1912, che fondò con altri due colleghi, Fabio Jegher e Geo Molo, la Sisal, Sport Italia Società a Responsabilità Limitata. L’idea del concorso a pronostici l’aveva avuta nel campo di internamento in Svizzera dove si era rifugiato perché ebreo. E il gioco aveva una finalità importante: quella di far rinascere lo sport italiano e ricostruire gli impianti distrutti o danneggiati dalla guerra.

Quel 12 indovinato fu l’inizio di un successo clamoroso spinto dalla prima vincita milionaria, quella di Pietro Aleotti, a Treviso, che nella primavera del 1947 incassò ben 64 milioni di lire. Il Totocalcio appassiona sempre di più e si evolve: per vincere bisogna fare 13 con almeno due colonne da giocare (50 lire). Le vincite crescono: più di 100 milioni nel 1953, un miliardo nel 1977 per arrivare alla stagione dei record tre schedine da oltre 5 miliardi e mezzo l’una.

E quel 5 maggio di 73 anni fa viene celebrato e ricordato da Sisal con una iniziativa speciale, curata da Fondazione Giangiacomo Feltrinelli nell’ambito del progetto “Storie di Gioco”, rievocazione ma non solo, perché lo sguardo è rivolto soprattutto alla capacità di innovare, agli “inventori di giochi” e alla cultura del gioco nella società come elemento ludico e strumento di divertimento, intrattenimento e aggregazione sociale negli ultimi settanta anni in Italia.

Il progetto si sviluppa attorno a una ricerca realizzata dal professor John Foot, storico britannico specializzato in storia italiana e dello sport, che ha marcato la centralità dell’elemento culturale associato alla pratica ludica, percorrendo alcuni dei casi più significativi nei quali le arti hanno interpretato questa pratica. Sono state realizzate anche una mostra multimediale oltre a video interviste sull’evoluzione del modo di giocare degli italiani, dal dopoguerra a oggi. “Storie di Gioco” racconta in modo particolare le trasformazioni del nostro Paese, filo conduttore che avvicina e lega la memoria personale di oggi con quella di ieri, il rapporto tra la persona e le dinamiche del gioco e come queste abbiano modificato le relazioni sociali e la storia del costume.

Una storia straordinaria che è andata avanti seguendo i cambiamenti economici e sociali passando dalla “schedina” di ieri al SuperEnalotto con la capacità da parte di Sisal di innovare creando giochi iconici, popolari, nel solco della tradizione di quelli più amati. Nasce infatti come evoluzione dell’Enalotto, che Sisal ha gestito fino al 1997, da un’idea di Rodolfo Molo, ex-pugile, figlio di Geo Molo (uno degli inventori del Totocalcio e tra i fondatori della Sisal). Molo pensò di coinvolgere un gruppo di specialisti della comunicazione, informatici e matematici per studiare un gioco più coinvolgente e “facile” possibile.

Risultato: un gioco semplicissimo con sei numeri da pronosticare, a cui si aggiunse l’identificazione di un numero “jolly”, con una quota di vincita maggiore. Il 3 dicembre 1997 nasce il SuperEnalotto, una nuova sfida all’insegna dell’innovazione che si lega e rilancia quel sogno iniziato il 5 maggio 1946, fra speranza e divertimento alla portata di tutti. Basti pensare che a fronte della possibilità di vincite altissime - il Jackpot ha superato il 146,6 milioni di euro - viene giocato di media da un italiano adulto su quattro. A ogni estrazione ci sono di media oltre 350 mila vincite centrando il 2, il 3, il 4, il 5, il 5+1 e il 6. Il 71,5% delle schede giocate ha un importo massimo di 2 euro, il 96,9% ha un importo massimo di 5 euro. Due storie straordinarie come quelle di altri giochi che raccolte nell'Archivio storico del Gruppo Sisal consultabile online.
Il sogno di “cambiare vita” dopo 73 anni continua e appassiona.

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