Anniversario della 194: è ancora scontro sull'aborto

Ancora al centro della dialettica politica. Spunta un'altra campagna antiabortista

Anniversario della 194: è ancora scontro sull'aborto

Il dibattito sull'aborto sta tornando d'attualità. Dopo la "provocatoria" campagna di CitizenGo, quella per la quale sono stati affissi (e poi rimossi) cinquanta manifesti a Roma recitanti la scritta "L'aborto è la prima causa di femminicidio nel mondo, #stopaborto", è stata lanciata una petizione a sostegno della 194.

Oggi è l'anniversario dell'entrata in vigore della legge per la tutela sociale della maternità e per l'interruzione volontaria di gravidanza. Tra i sostenitori della bontà di quel provvedimento c'è l'ex presidente della Camera Laura Boldrini, che ha definito la 194 "una legge importante che ha salvato le vite di tante donne e che dobbiamo difendere". "Io - ha sottolineato l'esponente politico - ho firmato l'appello Save194 e spero che lo facciano tante e tanti parlamentari di ogni schieramento politico". La questione, però, continua a dividere le coscienze e ad animare la dialettica politica. L'appello sottoscritto dalla Boldrini è promosso, tra gli altri, da Rebel network, una rete femminista. Per Fratoianni di Leu, ancora, la 194 è una "legge di civiltà", che tuttavia continua a non essere applicata in "troppi ospedali".

L'universo pro life e pro family del Belpaese insiste però nel proporre iniziative tese a sensibilizzare le statistiche riguardanti gli aborti effettuati ogni anno. Come riportato da Tgcom24, l'associazione Pro Vita ha organizzato una nuova campagna: "Un camion vela con un manifesto 'prolife' - hanno annunciato gli attivisti - ha iniziato a percorrere le strade principali del Trentino e dei suoi maggiori centri abitati". Il camion è destinato a toccare cento province italiane. Il passaggio di questo mezzo, come spesso accade in relazione a questo genere di campagne, potrebbe suscitare clamore mediatico e una forte contrarietà da parte di chi ritiene che queste posizoni siano contrarie alle cosiddette libertà individuali.

Giovanni Paolo Ramonda, presidente della comunità Papa Giovanni XXIII, ha espresso più di una perplessità sull'equità della 194:"La legge sull'aborto - ha dichiarato - è iniqua, come ogni legge che permette l'uccisione di un essere umano, quali la pena di morte e l'interruzione dell'idratazione e alimentazione per le persone in cosiddetto stato vegetativo. Da 40 anni nessuno si è più preoccupato non solo dei bimbi ma neppure delle donne". Qualcuno, insomma, vorrebbe che quel provvedimento legislativo venisse rivisitato. Altri, ancora, preferirebbero che venisse abolito in via diretta. L'interruzione volontaria di gravidanza è divenuta legale nel 1978. L'aborto, però, rimane una tematica divisiva.