Un bambino "discriminato" dal comune 5 Stelle per la sua disabilità

Per 4 anni, un bambino disabile ha frequentato la scuola senza avvalersi di un assistente alla comunicazione, il comune non ha garantito il diritto dello studente nonostante le numerose richieste dei genitori, pochi giorni fa è arrivata la condanna del giudice all'ente

Il comune di Porto Empedocle, ha tenuto una “condotta discriminatoria verso un bambino disabile. Questo è quanto affermato dal giudice del lavoro del tribunale di Agrigento che si è occupato del caso. Ricostruiamo quanto accaduto al piccolo protagonista della spiacevole vicenda. Il bambino, ha 7 anni e frequenta il secondo anno della scuola elementare in un istituto scolastico empedoclino con delle difficoltà rilevanti: è autistico e non dispone del diritto ad avere un assistente all’autonomia e alla comunicazione durante gli orari delle lezioni perché il comune fino ad ora non ha provveduto in tal senso.

La figura professionale, prevista per casi di questo tipo è svolta da persone specializzate nel settore che differiscono dall’insegnante di sostegno. Si tratta di un supporto previsto dalla Legge 5 febbraio 104/1992 per garantire l’integrazione a scuola dell’alunno che ha delle disabilità. Un intervento per facilitare il processo di comunicazione e apprendimento dello studente garantendone allo stesso tempo un miglior modo di integrazione e relazione con gli altri. Ebbene, il servizio in questione non è stato mai attuato da quando il piccolo studente ha iniziato a frequentare gli ambienti scolastici, ovvero dalla scuola dell’infanzia ad oggi, per un totale di 4 anni.

Nessun supporto, nonostante i genitori abbiano più volte chiesto aiuto direttamente al sindaco e poi agli impiegati preposti al servizio. “Ci sentiamo presi in giro faccia a faccia", ci racconta la mamma del bambino che prosegue: "Quando io e mio marito abbiamo parlato con gli impiegati del comune abbiamo capito che non comprendevano nemmeno di che cosa stavamo parlando. Ci hanno liquidato dicendoci che avrebbero provveduto lasciandoci senza risposte precise".

Mamma Sara ci racconta anche degli incontri avuti direttamente con il sindaco grillino della città, Ida Carmina, dalla quale ha ottenuto un " vedremo-provvederemo". Intanto la presunta promessa è andata avanti per diversi anni, fino ad oggi, incidendo sulle fasi scolastiche più importanti del bambino, ovvero l’approccio con un mondo diverso da quello familiare e il relazionarsi con gli altri.

" Purtroppo- dice Sara- non si da molta importanza ai disabili. Si viene scartati a prescindere. Al problema non viene dato il peso che merita". Ed allora la famiglia del piccolo studente, ad ottobre, ha deciso di rivolgersi ad un avvocato che ha portato la questione davanti al giudice. Pochi giorni fa l’arrivo della sentenza che ha ritenuto discriminatorio il comportamento del comune imponendo allo stesso ente di disporre "l'immediata e pronta assegnazione di un assistente all'autonomia e alla comunicazione per 22 ore settimanali".

"Non ci fermeremo qui" : con queste parole l’avvocato che ha seguito il caso, Francesco Messina, ha annunciato che la causa verrà proseguita per l’ottenimento del risarcimento dei danni cagionati al piccolo durante questi anni. "Il problema- afferma Messina- non è solo di questo bambino, ma di tanti altri piccoli che si trovano nella stessa situazione. Ci auguriamo che questa sentenza possa essere una sorta di apripista per casi simili".

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