Banca d'Italia segue Greta: vietate le bottigliette in plastica ai dipendenti

I sindacati però attaccano Palazzo Koch: "La Banca si fa bella per essere diventata ecologica, intanto il costo se lo accolla il personale"

Banca d'Italia segue Greta: vietate le bottigliette in plastica ai dipendenti

La Banca d'Italia ha deciso di seguire Greta Thunberg in tutto e per tutto e di sposare i dettami del climaticamente corretto. Da un po' di tempo a questa parte l’Istituto di via Nazionale acquista il 100% dell'energia elettrica da fonti rinnovabili, ha ridotto del 63% le emissioni di Co2 e ha quasi dimezzato l'uso di carta per le sue pubblicazioni. Fin qui, tutto bene. E ora, come riporta Il Tempo, l'istituto ha deciso di vietare l'utilizzo di bottigliette di plastica ai propri dipendenti, per seguire l'ultima moda #plasticfree. C'è un però: chi paga questa svolta "green"? L'istituto guidato da Ignazio Visco? Secondo quanto riportato dal sindacato indipendente Banca centrale (Sibc) i costi di questa svolta ecologica se li accollano integralmente i dipendenti: "E’ bellissimo essere un'azienda ecologista, stupendo diventare plastic free, ma per la Banca è ancora più bello se il costo se lo accollano i dipendenti":

Cos'è successo, esattamente? Come spiega il sindacato l'istituto ha dato disposizione alla società di ristorazione di non fornire più acqua in bottiglietta di plastica né presso le mense, né nei cestini caldi e freddi, "compresi quelli dei colleghi turnisti che non possono allontanarsi per motivi di servizio". Al posto delle bottigliette, sono stati installati sette erogatori d'acqua, alimentati dalle rete idrica pubblica. Il punto è, secondo i sindacati, che a guadagnarci sarà soltanto l'istituto di via nazionale. "Il risparmio di una bottiglietta al giorno per migliaia di colleghi è un risparmio tutt’altro che indifferente" osservano i sindacati. Chi ne fruisce? La Banca (se ha ridotto il valore dell’appalto), o la società appaltatrice (se la Banca non ha ridotto il valore dell’appalto). Sarebbe opportuna una comunicazione in merito, proseguono, "essendo stato modificato in corsa un capitolato che aveva avuto diffusione ufficiale. Ma è comunque paradossale che non ne fruiscano i colleghi, il cui “valore” del pasto si è ridotto, senza averne tratto benefici di altra natura". L'importante, notano, "è che la Banca si possa far bella di esser diventata ecologica & plastic free: l’immagine è tutto". Secondo il sindacato, che raccoglie circa il 15% dei dipendenti di Banca d'Italia, invece che vietare le bottigliette in plastica l'istituto dovrebbe pensare meglio a come affrontare il tema coronavirus.

La svolta "gretina" di Banca d'Italia

Allineandosi al climaticamente corretto e a Greta, Palazzo Koch nel maggio 2019 decideva “di privilegiare, per contribuire a uno sviluppo economico sostenibile, nelle proprie scelte di investimento, le imprese che impiegano metodi produttivi rispettosi dell’ambiente, che garantiscono condizioni di lavoro inclusive e attente ai diritti umani e che adottano i migliori standard di governo di impresa”. A questo scopo Bankitalia ha modificato “le modalità di gestione dei propri investimenti azionari attribuendo un maggior peso ai fattori cha aumentano la sostenibilità (fattori ESG, acronimo di Environmental, Social and Governance)".

Intervenuto lo scorso anno al Festival dello Sviluppo Sostenibile, il governatore Ignazio Visco ha sottolineato come "in Europa gli effetti attesi dei cambiamenti climatici interessano soprattutto i paesi collocati nella fascia meridionale come l’Italia. Questi mutamenti pongono nuovi rischi per l’economia reale e per la stabilità del settore finanziario". Visco ha sottolineato che “a livello globale gli ultimi quattro anni sono stati i più caldi dal 1880. In Italia lo scorso anno è stato quello più caldo da due secoli, ma già il 2017 si era caratterizzato per un forte inasprimento delle condizioni climatiche, con significativi fenomeni di siccità su gran parte del territorio nazionale e gravi ripercussioni sulle risorse idriche”.

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