I laureati "beffati": il bonus sparisce col Conte bis

La misura era stata inserita un anno fa dal governo Conte 1 e il governo 2 la rinnova, ma con scadenza 31 dicembre 2019

I laureati "beffati": il bonus sparisce col Conte bis

Avrebbe dovuto portare le aziende, incentivate da uno sconto contributivo, ad assumere le giovani eccellenze italiane. Invece il bonus laureati eccellenti rischia di diventare una vera e propria beffa per chi si è impegnato negli studi.

La misura avrebbe dovuto facilitare i laureati under 30 con 110 e lode o dottorati under 34 aentrare nel mondo del lavoro con una crescita dell'occupazione di circa 6 mila posti. Difatti, nella relazione tecnica vi era uno stanziamento di 50 milioni di euro per il 2019 e 20 milioni nel 2020 a copertura dello sgravio fiscale con un massimo di 8 mila euro di contributi per 12 mesi su ogni assunto o trasformato a tempo indeterminato.

Nello specifico l'istituto era rivolto ai neo laureati magistrali con una votazione pari a 110 e lode, oppure laureati in possesso di un dottorato di ricerca e tutti i soggetti devono avere maturato, durante gli anni di laurea, una media ponderata non inferiore a 108/110

La norma, voluta dal governo Conte sostenuto da Lega e M5S, era già scritta e sarebbe dovuta entrare in vigore a seguito di una circolare dell'Inps che, però, non è mai arrivata impedendo. Nella nuova manovra del governo Conte Bis non vi è nessun riferimento alla questione di un istituto così interessante e solo la commissione bilancio del Senato, nei lavori sul testo della legge, inserisce dei commi che cancellano l'obbligo della circolare Inps e il richiamo alle norme fiscali. Poi lega questo bonus a quello in vigore per gli under 35 introdotto nel 2017 dal governo Gentiloni. Dalle modifiche è stato previsto che, a decorrere dal primo gennaio 2020, verranno applicate "le procedure, le modalità e i controlli previsti per l’esonero contributivo triennale normato dall’articolo 1, commi da 100 a 108 e da 113 a 115, della legge 27 dicembre 2017, n. 205”. Nei fatti, l’incentivo dovrebbe essere applicato fino ad un massimo di 3 mila euro annui e per un massimo d’età dei laureati di 35 anni.

Per il momento, quindi, resta il bonus "prima maniera" la cui scadenza sarà al 31 dicembre 2019, a 7 giorni dall'approvazione della manovra di bilancio rendendo così impossibile usufruire dell'istituto che, per giunta, appare di difficile comprensione.

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