Bibbiano, il Miur blocca le attività dell'associazione di Claudio Foti

La segnalazione al ministero era arrivata dall'associazione "Non si tocca la famiglia".

Bibbiano, il Miur blocca le attività dell'associazione di Claudio Foti

L’associazione “Hansel e Gretel” chiude (almeno per ora) i battenti. Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha sospeso le attività della onlus diretta da Claudio Foti. Il guru senza laurea in psicologia finito agli arresti domiciliari, è il responsabile della struttura accusata, nell’inchiesta “Angeli e Demoni” della Procura di Reggio Emilia, di aver collaborato con i servizi sociali della Val d’Enza nel giro di affari illecito nascosto sotto il sistema degli affidi.

Secondo quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, alcuni psicologi della "Hansel e Gretel" tenevano sedute di psicoterapia con i bambini allontanati dalle famiglie tramite gli assistenti sociali. Durante questi incontri, gli psicologi, attraverso lavaggi del cervello e insinuazioni continue, manipolavano la mente dei bambini fino a farli arrivare a credere di aver subito, dalle proprie famiglie, abusi o maltrattamenti, in realtà, mai avvenuti.

Adesso, il portale del ministero dell’istruzione degli enti accreditati per la formazione (Sofia) ha deciso lo stop delle attività di “Hansel e Gretel”.

Una sospensione arrivata dopo la segnalazione, al Ministero, dell’associazione “Non si tocca la Famiglia”. Il Miur ha risposto specificando che l’ufficio competente “ha tempestivamente disposto, dal 17 luglio 2019, la sospensione dell’accreditamento presso il Miur, del Centro studi Hansel e Gretel Onlus. Pertanto, dalla suddetta data, l’Ente in oggetto non può più erogare attività di formazione attraverso la Piattaforma Sofia né avvalersi del sistema Carta del Docente”.

Secondo Giusy D’Amico, presidente di “Non si tocca la famiglia” la presenza dell’associazione all’interno della piattaforma “era inaccettabile”. É stata proprio che lei che, dopo il provvedimento preso dal Miur, ha annunciato la notizia della sospensione dell’associazione dalla piattaforma attraverso le sue pagine social. “Stiamo lavorando per tutelare l’educazione, la formazione degli educatori, la libertà dei genitori di educare i propri figli secondo i propri valori e principi, nel rispetto delle leggi” scrive su Facebook la D’Amico. Che sottolinea la volontà “che il lavoro trasversale tra associazioni di genitori, docenti e Ministero della Pubblica Istruzione sia proficuo, a garanzia di un’educazione libera e rispettosa della famiglia nella partecipazione attiva in seno alla scuola”.

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