Bimbo disabile non ha accesso alla scuola: il caso ad Enna

Un bimbo di 9 anni, costretto alla sedia a rotelle, non può accedere alla scuola perché manca la rampa per disabili e gli assistenti igienico-sanitari

"Devo chiedere l'aiuto di genitori e bidelli per consentire a mio figlio di entrare in classe". È la denuncia composta della mamma di un bimbo disabile che, costretto alla sedia a rotelle dalla sindrome di Lesh-Nyhan, non gode di piena autonomia motoria.

Quando persino l'accesso alla scuola pubblica diventa problematico per un ragazzino di soli 9 anni allora, c'è qualche stortura - sociale e strutturale - da raddrizzare. E si tratta di un bambino affetto da una disabilità invalidante, la necessità di un intervento risolutivo si trasforma in una vera e propria impellenza. Lo sa bene una mamma di Enna che, ogni sacrosanto giorno, deve caricarsi il figlio in spalla per potergli garantire una frequenza scolastica regolare. L'istituto che frequenta, infatti, la primaria Santa Chiara, non è dotata né di rampa per disabili né di un percorso agevole per chi ha evidenti difficoltà motorie.

Per sopperire all'assenza di un supporto logistico adeguato (il bambino non può salire le scale), la donna è costretta a rivolgersi al personale e volontari dell'istituto che, per fortuna, non mancano mai di darle una mano."Fino a qualche tempo fa, mio figlio accedeva alla scuola da un cortile secondario piuttosto malmesso - racconta la donna attraverso le pagine del quotidiano La Sicilia -ma il maltempo ha fatto crollare pezzi di una canna fumaria e i vigili del fuoco hanno chiuso l'acceso. Da allora, devo chiedere l'aiuto di genitori e bidelli per consentire a mio figlio di entrare in classe". Ma non è tutto.

Stando a quanto si apprende dalla testimonianza, sembrerebbe che oltre ai disagi strutturali della scuola al bimbo non sia stata garantita neanche l'assistenza igienico-sanitaria durante le ore di lezione."A mio figlio, il pannolino viene cambiato dagli assistenti scolastici perché quello del comune - afferma – è esonerato da questo servizio, dunque si tratta di una figura totalmente inutile".

Per poter garantire la partecipazione ai viaggi di istruzione al proprio figlio, finora, la donna ha noleggiato autovetture a proprie spese con un somma stimata approssimativamente ai 400 euro in due anni. La scuola, infatti, non mette a disposizione un mezzo per agevolare la mobilità agli alunni con autonomia limitata. E dal Comune, lasciano intendere di non essere mai stati informati del "caso".

"Spendiamo oltre 200 mila euro per i disabili - assicura l'assessore comunale di Enna Francesco Colianni - Ho appreso solo ora di questa vicenda ma già domani incontrerò la madre del bambino per chiedere quali siano le necessità del figlio e, sempre domani, inizieranno il lavori di sistemazione del cortile dal quale l'alunno poteva entrare".

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Commenti

cir

Mar, 19/11/2019 - 21:03

siete ridicoli ..