Insulti choc del no pass alla Segre: "Deve sparire"

Oltre 7mila i no Green pass che sono scesi in piazza per manifestare contro l’obbligo di certificato verde sui luoghi di lavoro

Insulti choc del no pass a Liliana Segre: "Deve sparire"

Nel primo giorno della sua entrata in vigore, sono state diverse le manifestazioni nelle piazze di varie città italiane per manifestare contro l’obbligo di Green pass necessario per poter accedere ai luoghi di lavoro. Diversi cortei hanno sfilato contro la certificazione verde, con gli occhi puntati soprattutto sui porti, in particolare su quello di Trieste, dove il rischio era quello di un blocco totale che però fortunatamente non si è verificato.

Gli insulti alla senatrice

Grande attenzione è stata rivolta al corteo che ha attraversato Bologna, che è stato caratterizzato da insulti diretti alla senatrice Liliana Segre, accusata di tradire la sua storia e il suo passato attraverso il suo appoggio al Green pass. Nel video riportato da Repubblica si vede con il microfono in mano, Gian Marco Capitani del movimento no Green Pass, Primum non nocere, che dal palco di piazza Maggiore ha fatto partire chiari insulti alla senatrice a vita Liliana Segre definita dallo stesso “una donna vergognosa che dovrebbe sparire". L’attacco da parte del manifestante alla senatrice è poi continuato: “Una donna che ricopre un seggio che non dovrebbe avere perché porta vergogna alla sua storia e che è Liliana Segre, che dovrebbe sparire da dove è”.

Tante le reazioni che il video dell’attacco alla Segre ha suscitato nella scena politica. Tra questi il commento di due parlamentari del M5s che, in una nota, hanno tenuto a dire:"Accostare le misure di sicurezza che il governo attua per lasciarci alle spalle la pandemia al regime nazista è terrificante e dimostra quanto la protesta stia scavalcando i limiti della ragione". Tema ricorrente dei manifestanti della piazza è stato il paragone delle nuove misure a quelle di epoca fascista: "Questo è un fascismo 2.0 perché si avvale di strutture tecnologiche che prima non c'erano. Quindi è molto più pericoloso".

"Condanniamo con fermezza gli insulti alla Senatrice Liliana Segre durante la manifestazione dei #NoGreenPass sono vergognosi!", ha scritto su Twitter il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. Anche Fico si indigna: "Le parole d'odio su Liliana #Segre sono una orribile macchia che segna questa giornata. A lei la vicinanza mia e di @Montecitorio". E lo stesso vale per la Casellati: "Inaccettabili e vergognosi gli insulti alla senatrice Liliana #Segre, una donna straordinaria che con coraggio, attraverso tutta la sua vita, ha testimoniato la necessità di opporsi alla discriminazione e alla violenza, a tutela dei diritti di tutti".

La manifestazione a Bologna

Il corteo si è quindi diretto lungo i viali, al grido di “Mario Draghi in galera” e “Libertà”, bloccando le auto in transito, con l’idea di fare una tappa davanti al pub Halloween, oggi rimasto chiuso perché non aveva osservato la normativa anti-Covid. Il corteo dei manifestanti è poi proseguito fino alla sede della Regione Emilia Romagna e infine sotto la sede della Rai. Durante il corteo quindi, oltre agli insulti alla Segre sono stati rivolti cori anche contro il presidente del Consiglio Mario Draghi, il presidente della Regione Stefano Bonaccini e contro il segretario della Cgil, Maurizio Landini.

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