Muore in incidente: "Colpa delle buche". Ma nessun risarcimento

Il fatto è accaduto in provincia, a Fasano. I parenti dell'uomo avevano chiesto il pagamento dei danni al Comune. Il giudice, però, ha rigettato la domanda

Un incidente la notte di San Silvestro, tra il 31 dicembre 2012 e l'1 gennaio 2013, sulla strada statale 16 tra Fasano e Pezze di Greco, in provincia di Brindisi. Un uomo, un 78enne di Pozzo Faceto, Leonardo Crastolla il suo nome, perde la vita. I figli citano in giudizio il Comune di Fasano perché, secondo loro, l'incidente è stato causato dalle cattive condizioni del manto stradale.

Viene chiesto oltre un milione di euro di risarcimento, ma il tribunale, a distanza di sei anni, rigetta la domanda dei congiunti del defunto e li condanna al pagamento delle spese processuali che l'ente comunale ha dovuto sostenere per difendersi. Parliamo di una cifra pari a 15mila euro.
A darne notizia è Mimmo Mongelli sul quotidiano regionale "La Gazzetta del Mezzogiorno".

L'incidente avvenne intorno alle tre di notte circa, come detto, sei anni fa. L'uomo, vedovo e agricoltore di professione, si schiantò contro il tronco di un pino che si trova ai margini della carreggiata stradale. Il 78enne era solo in auto e stava tornando a casa dopo aver trascorso la mezzanotte da alcuni parenti a Fasano.

L'impatto fu così forte che per l'uomo non ci fu niente da fare. A distanza da quattro anni dal decesso i figli hanno chiesto il risarcimento per la morte del padre al Comune di Fasano. I parenti di Leonardo Crastolla si sono appellati al fatto che non ci fossero guard- rail ai lati della strada e che il manto stradale fosse sollevato dalle radici degli alberi e perché il pino contro cui l'uomo si andò a schiantare era ad una distanza inferiore dalla carreggiata rispetto a quanto previsto dal codice stradale.

Oggi, però, è arrivata la sentenza del giudice secondo cui, come si legge sulla Gazzetta, "non ci sono elementi probatori che consentano di poter affermare che l’incidente sia stato causato da inadempienze o condotte omissive della pubblica amministrazione convenuta" .

A determinare la decisione del magistrato le conclusioni del consulente tecnico d'ufficio che, secondo quanto riportato dalla sentenza "ha analizzato puntualmente tutte le argomentazioni addotte da parte attrice, escludendo che le omissioni e le inosservanze da questa imputate al Comune possano essere state causa o concausa del sinistro". Insomma, nel tragico incidente dell'anziano uomo di Pozzo Faceto, il Comune non ha alcuna responsabilità.

La domanda di risarcimento è stata, pertanto, rigettata e tutte le spese processuali dovranno essere pagate dai quattro figli di Crastolla. Non è il primo caso simile. In provincia di Treviso, a Mogliano, nel 2017, una donna cadde a causa di una buca per strada e chiese il risarcimento al Comune che, però, le fu negato.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

seccatissimo

Mar, 17/12/2019 - 23:40

In un Paese come l'Italia dove la civiltà e lo stato di diritto esistono solo nella retorica politica e nel bla bla di circostanza, gli enti pubblici e le istituzioni sono innocenti, sempre, a prescindere da tutto, mentre i cittadini vittime sono costretti a subire sempre, in modo inappellabile, gli effetti della famigerata "legge del Menga" !