Un'Italia senza zone rosse: come cambiano i colori delle Regioni

Oggi verranno annunciati i nuovi passaggi di fascia di ogni regione. Sono state comunicate dal Cts anche le nuove regole a cui dovranno attenersi palestre e piscine

Un'Italia senza zone rosse: come cambiano i colori delle Regioni

La cabina di regia farà uscire oggi la mappa dell'Italia con i nuovi passaggi di fascia di ogni regione. La grande notizia è che finalmente non ci saranno zone rosse nonostante il quadro epidemiologico sia leggermente in aumento: l'Rt nazionale è passato da 0,85 a 0.89. Anche il tasso di positività di ieri è salito e ha raggiunto il 3,6%. Il bollettino segnava 11.807 nuovi contagi ma con 258 decessi, che restano molti ma, per lo meno, sono meno del giorno precedente. Fa ben sperare però, come anticipa il sito del Corriere della Sera, che stiano scendendo tutte le altre curve di monitoraggio. Aumentano, invece, i casi tra i più giovani e sono particolarmente colpite le fasce che vanno dai 3 ai 5 anni e dai 6 ai 10. Ad influire su quest'ultimo dato è stata la ripresa in presenta delle attività scolastiche.

I colori delle Regioni

L'ultima regione che attualmente è ancora in zona rossa, ossia lockdown, è la Valle d'Aosta ma, dopo solo una settimana potrebbe ritornare arancione e vedere così allentate le restrizioni. Sono migliorati tutti i dati: la pressione sugli ospedali è diminuita, l'incidenza da oltre 250 ogni 100mila abitanti è arrivata a 187 e l'Rt regionale è inferiore all'1. Resta arancione anche la Sicilia.

Rischia molto il ritorno in zona arancione il Veneto. "L'Rt è salito a 0,95, a un passo dalla fascia arancione. È un dato che ci preoccupa e deve preoccupare", spiega Manuela Lanzarin, responsabile alla Sanità della regione. Allo stesso tempo, però, è più che probabile che il Veneto resti in zona gialla nonostante l'Rt così alto. Il tasso di occupazione delle terapie intensive e aree mediche da parte di malati Covid è sotto il 15% e l'incidenza è di 97 contagi ogni 100mila abitanti, un numero ben inferiore alla soglia di allerta.

La Basilicata, afferma il Presidente della Regione, Vito Bardi, è tornata in zona gialla. "E' il primo effetto della campagna vaccinale che procede senza sosta, sopra la media nazionale e molto sopra i target assegnati dal generale Figliuolo", sono state le sue parole.

Ancora niente ufficialità per Calabria e Puglia che sperano di tornare in zona gialla anche loro. Qualora realmente questo accadesse e il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmasse l'ordinanza, gli italiani liberi di circolare e con la possibilità di frequentare ristoranti, cinema, musei e teatri, diventerebbero 53milioni.

Chi, invece, resta per un'altra settimana in zona arancione è la Sardegna. "Negli ultimi 14 giorni, tutti i principali indicatori sono in miglioramento con un quadro generale compatibile con la fascia di rischio più bassa. Rimanere in arancione sarebbe paradossale", sono le parole di protesta del presidente della regione Christian Solinas.

Restano in zona gialla tutte le altre.

Piscine e palestre

Finalmente il Comitato tecnico scientifico ha dato il suo via libera al nuovo protocollo sullo sport il quale prevede la riapertura di palestre e piscine. A partire dal 15 maggio gli impianti per i nuotatori verranno riaperti. Prima di poter entrare in acqua verrà misurata la temperatura e in vasca si dovrà mantenere una distanza di 7 metri quadri. Lettini e sdraio dovranno essere mantenuti a una distanza di almeno un metro e mezzo tra persone non conviventi e poi mentre ci si fa il bagno è vietato soffiarsi il naso.

Data di apertura diversa per le palestre. Questa avverrà il primo giugno e tra le regole è presente l'obbligo di tenere la mascherina per tutto l'allenamento e la distanza deve essere di almeno due metro, al chiuso. All'aperto ne basta uno. Possibilmente si deve portare da casa il proprio tappetino e tutti gli attrezzi, dopo ogni uso, devono essere sanificati.

Sarà necessario che clienti di palestre e piscine tengano un elenco dei clienti per 14 giorni.

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