Quella "censura" di Facebook: ​così ci dice cosa non leggere

Un team di 12 persone decide cosa promuovere e cosa rimuovere dai trending topics delle news. L'ultimo caso su un video delle Torri Gemelle

Chiamatela pure censura. Quella che viene applicata dal team Facebook che controlla le news non potrebbe chiamarsi in altro modo. L'ultimo episodio che testimonia una sorta di "controllo" sui link e soprattutto sulle news e le analisi che vengono veicolate sulle bacheche del social network più grande del mondo riguarda l'11 settembre. Nei giorni precedenti alla commemorazione per i 15 anni della strage delle Twin Towers nei trending topic di Facebook era apparso un link ad una news del Daily Star che aveva un titolo chiaro: "Ecco il filmato che prova che la presenza di bombe dentro le Torri Gemelle".

Un articolo come tanti sulla tragedia che voleva offrire un punto di vista diverso ai lettori. L'articolo era finito in cima ai trending topic di Facebook grazie all'algoritmo del social network che monitora il traffico sui contenuti. Di fatto la sezione "trending" è quella su cui si concentra il maggiore flusso di clic da parte degli utenti Facebook. L'algoritmo tiene conto di alcune variabili molto semplici con ad esempio la rilevanza del post tenendo conto anche dell'interesse da parte degli utenti per la vicenda. Ma è proprio in questo punto che arriva la "censura" di cui abbiamo parlato: il team che cura il flusso di news su Facebook ha deciso di rimuovere il link. "Abbiamo riscontrato un articolo-bufala in cima ai trend e abbiamo deciso di rimuoverlo nell'attesa di risolvere il problema", ha affermato un portavoce di Facebook. Una scelta che però ha un retrogusto amaro. Di fatto il social network ha esercitato così un potere che nulla ha a che fare con la sua mission aziendale. Il controllo delle news e dei contenuti sulla piattaforma Facebook negli ultimi tempi è diventato sempre più forte. Da quando è stato creato un team che ha il compito esclusivo di filtrare le news e i contenuti, si è aperto un dibattito su quanto possano essere neutrali le scelte di Facebook su cosa mostrare sui trending topic e cosa invece rimuovere. Su questo punto un'inchiesta di Gizmondo aveva già puntato il dito contro i "news curator" di Menlo Park. Facebook, sempre secondo Gizmondo, seguirebbe due strade per gestire il "traffico" delle news e magari per "orientarlo".

La prima prevede ad esempio l'immissione nel flusso di Trending Topics rievanti per l'azienda e scarsamente seguiti dagli utenti. L'altra strada, forse più discutibile, prevede anche l'omissione di alcuni trending se sgraditi al news curator che è di turno nello staff. In un primo momento Facebook aveva negato qualunque presenza di uno staff "umano" dedicato alla gestione delle news. Salvo poi ammettere in un documento di 28 pagine l'esistenza vera e propria di un team di 12 persone che seleziona manualmente gli argomenti "top" da promuovere e ovviamente anche quelli da rimuovere, come nel caso del link del Daily Star sulle torri Gemelle. E nel documento rilasciato da Menlo Park esiste una vera e propria lista di fonti che producono news che possono entrare nei Trending Topic, come ad esempio Cnn, Bbc, Fox, Nbc, The New York Times, Usa Today, The Wall Street Journal, BuzzFeed, The Washington Post. Ma nonsotante esista uno staff con tanto di prontuario la preoccupazione principale a Menlo park è che l'immagine dell'azienda risulti imparziale, soprattutto nel campo delle news. A chi chiede se si considera un editore, Zuckerberg afferma: "Noi siamo una technology company, non una media company. Noi non creiamo contenuti, ma gli strumenti per diffonderli". Forse ha dimenticato di dire che Facebook ha anche gli "strumenti" per filtrare le news, per spingerne alcune e penalizzarne altre. Insomma il pruralismo di Facebook pare resti una semplice illusione che con un clic può spegnersi. E quel comando non arriva dal basso. Arriva dall'alto. Da una squadra che costantemente decide cosa dobbiamo leggere e su cosa invece dobbiamo chiudere gli occhi...

Commenti

routier

Mer, 14/09/2016 - 14:53

Una persona si può considerare libera anche quando decide cosa e quando leggere. Alla faccia di improbabili censori.

cgf

Mer, 14/09/2016 - 18:31

FB esisterà ancora tra 10 anni? dubito, non sarebbe il primo social a vedere l'oblio.