"Che lavoro fa il figlio di Draghi?": i dubbi sul conflitto di interessi

Il figlio di Mario Draghi, Giacomo, lavora come trader per la Morgan Stanley. All'ultima conferenza, il capo della Bce nega ogni conflitto di interessi

"Che lavoro fa il figlio di Draghi?": i dubbi sul conflitto di interessi

Durante la conferenza stampa della Bce del 21 luglio,Mario Draghi è stato investito da molte domande dei giornalisti. Ma una, più delle altre, ha attirato l'attenzione di tutti. Un cronista, infatti, ha alzato la mano per chiedere conto del lavoro del figlio del capo della Bce, Giacomo. Il dubbio, infatti, è che ci possa essere conflitto di interessi, visto che il figlio è un Trader.

Il lavoro del figlio di Mario Draghi

"Signor Presidente - ha chiesto il giornalista - le chiedo se suo figlio sia un dealer di Bond e se, quindi, questo non si prefigurerebbe come un conflitto di interesse?". La risposata di Draghi è stata diretta e senza il minimo tentennamento. "E' una scelta - afferma il leader della Bce - che ha fatto lui cinque anni fa e il Parlamento europeo non ha ritenuto che si trattasse di conflitto d'interesse".

Tutto vero: Giacomo Draghi, infatti, è un Trader e lavora per Morgan Stanley, una delle banche di affari americane più attive. Alcuni commentatori del web, però, si sono chiesti se figlio e padre parlino mai, prima delle comunicazioni ufficiali, delle decisioni della Banca Centrale Europea. Informazioni che potrebbero aiutare, ovviamente, a decidere quali operazioni compiere.

"Orbene una domanda sovviene spontanea - commenta Sonny Foschino, analista presso Elysium Academy - anche il figlio di Draghi consulta il Calendario Economico? No, sapete perché? Di certo non mi sognerei mai di poter porre una domanda diretta a Mario Draghi, ma, se un giorno dovesse capitarmi, gli chiederei: 'Presidente, ma che argomenti trattate con suo figlio a cena? No, perché le assicuro che se io fossi suo figlio, due tre cose da chiederLe ce le avrei'".

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