La circolare sul Green pass: ecco quanti saranno controllati

Il capo della Polizia: “Controlli a campione almeno per il 20% dei dipendenti”. Dovranno essere effettuati quotidianamente, preferibilmente nelle prime ore del turno

La circolare sul Green pass: ecco quanti saranno controllati

Dal prossimo venerdì, 15 ottobre, i controlli per verificare il possesso o meno del Green pass da parte dei lavoratori dovranno essere effettuati quotidianamente, preferibilmente a inizio turno, su almeno il 20% dei dipendenti. In seguito si procederà a rotazione.

Cosa dice la circolare

Questo è quanto previsto nella circolare del capo della Polizia Lamberto Giannini che ha spiegato alcuni dei numerosi punti del nuovo decreto in vigore appunto dal 15 ottobre. Come riportato dal Corriere, Giannini ha spiegato: “I controlli dovranno essere a tappeto o a campione giornalmente e preferibilmente all’esterno della struttura in occasione dell’accesso. Devono avvenire preferibilmente nelle prime ore del turno dopo l’accesso all’ufficio. In caso di controlli a campione dovrà essere interessato alla verifica almeno il 20% del personale presente. Dovrà esserci un criterio di rotazione da documentare giornalmente al fine di estendere quindi completare la verifica su tutto il personale in tempi ristretti”. Ha poi continuato precisando che “dovrà essere consentito al dipendente di dichiarare il mancato possesso della certificazione verde all’atto dell’ingresso evitando così di incorrere nelle ulteriori conseguenze previste dalle norme”.

Per quanto riguarda invece lo smart-working, è stato chiarito che “non sarà possibile individuare i dipendenti da adibire al lavoro agile sulla base del mancato possesso del Green pass”. Nel caso in cui il dipendente dovesse essere privo di Green pass, o si dovesse rifiutare di esibire il certificato verde al momento dell’accesso alla struttura, il personale dovrà vietarne l’ingresso contestando formalmente l’assenza ingiustificata.

Le sanzioni previste

Sono anche previste delle sanzioni infatti, come ha tenuto a sottolineare Giannini: “Se il dipendente ha avuto accesso alla struttura e ha iniziato il turno di servizio ma risulta all’accertamento privo di certificazione o non la esibisce deve essere invitato a uscire dalla sede. In questo caso oltre essere considerato assente ingiustificato incorre nella sanzione amministrativa da 600 a 1500 € e la contestazione va inoltrata al prefetto”. Ieri, martedì 12 ottobre, il premier Mario Draghi ha firmato il dpcm sulle linee guida per il rientro in ufficio dei dipendenti della Pubblica amministrazione e quello sulle modalità di controllo della certificazione verde, sia per quanto riguarda i dipendenti pubblici che quelli privati. Il lavoratore che si trova in attesa di Green pass, ma è stato vaccinato o si è sottoposto a un tampone risultato negativo, per poter accedere al posto di lavoro potrà presentare il certificato rilasciato direttamente dalla struttura sanitaria o da chi ha effettuato la vaccinazione o il test. La validità del tampone rapido resta fissata in 48 ore.

Il datore di lavoro, o le persone da lui delegate, può richiedere al proprio dipendente di presentare il certificato verde in anticipo fino a un massimo di 48 ore, in modo da poter programmare turni di lavoro a rotazione. Il QrCode collegato al green pass che viene scansionato durante i controlli non può in nessun modo essere conservato dal datore di lavoro, pubblico o privato, né utilizzato in seguito. Tutte le informazioni rilevate durante i controlli automatizzati non dovranno essere registrate né utilizzate in un secondo tempo. Presto anche i soggetti esenti da vaccinazione avranno un loro QrCode.

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