Grillo Jr, spunta la pillola: perché può cambiare tutto

La giovane dice di aver assunto il farmaco dopo la violenza ma non ci sarebbero conferme a riguardo. Secondo la difesa lo fece molti giorni dopo

Grillo Jr, spunta la pillola: perché può cambiare tutto

Quando la ragazza che ha denunciato di essere stata vittima di violenza sessuale da parte di Ciro Grillo e suoi amici, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia, assunse la pillola anti-gravidanza? Su questo punto, che sembra essere fondamentale per accusa e difesa, ci sono però molte lacune e incertezze. Un po’ perché i filmati registrati dalle telecamere di sicurezza presenti dentro e fuori le farmacie sono ormai andati persi, un po’ perché i dipendenti non se lo ricordano.

Dubbi su quando la ragazza prese il farmaco

Eppure, sembra che servirebbe proprio fare chiarezza su quel punto per poter ricostruire quanto avvenuto la notte del 17 luglio 2019 nella casa a Porto Cervo di Beppe Grillo. Ma se questo non sarà possibile, il rischio è che quel particolare non farà parte del processo. Quasi due anni di indagini portate avanti da Procura e carabinieri non sono serviti per fare luce su quando la ragazza, studentessa milanese italo-norvegese di nome Silvia, comprò la pillola del giorno dopo per evitare il rischio di una gravidanza indesiderata. Secondo gli inquirenti circa ventiquattro ore dopo la presunta violenza.

Due sono le farmacie della Costa Smeralda visitate dai militari, dove la ragazza potrebbe aver acquistato il farmaco. Nella prima, indicata inizialmente dalla stessa Silvia, nessuno l’avrebbe riconosciuta. Una delle farmaciste ha spiegato a verbale: “Il 18 luglio 2019 ho venduto quattro pillole del giorno dopo. Ma tra le persone non ricordo la giovane in questione”. Eliminata in parte la prima farmacia, le indagini si sono rivolte sulla seconda indicata dalla giovane. Qui una dipendente sembra ricordarsi più o meno della studentessa, senza però esserne certa e soprattutto senza sapere quando e che cosa possa avere comprato. Intanto i carabinieri hanno sequestrato le ricevute di entrambi i punti vendita. Anche nella seconda, quel 18 luglio sarebbero state vendute almeno cinque confezioni dello stesso farmaco.

La testimonianza dell'amica Amanda

Nessun aiuto neanche dalle telecamere di sicurezza, dato che erano passati alcuni giorni tra la notte della violenza e la denuncia, formalizzata il 25 luglio, e i filmati risalenti al 18 luglio erano già stati cancellati. Le registrazioni infatti hanno durata di pochi giorni, al massimo sette, e quando sono arrivati i militari erano già state cancellate. Come riportato da La Stampa, per la difesa, i legali quindi di Ciro Grillo e degli altri giovani, il luogo e in particolare la data esatta di acquisto da parte della ragazza della pillola del giorno dopo sarebbero importanti. Nella prima denuncia Silvia aveva detto di aver assunto il farmaco il giorno successivo. Secondo le informazioni acquisite dai difensori, questo sarebbe invece avvenuto qualche giorno dopo. Per la difesa, se questo venisse confermato, starebbe a significare che la ragazza non era sconvolta per la notte passata in compagnia dei giovani. O che comunque ricordava poco cosa fosse successo.

Amanda, la sua amica del cuore, quando era stata ascoltata dai carabinieri aveva dichiarato che Silvia non aveva preso niente fino al 21 luglio, quando hanno parlato al telefono. “Sono stata io a consigliarle, dopo quello che mi aveva raccontato, di prendere la pillola. Lei mi disse che sarebbe andata nella farmacia più vicina e poche ore più tardi mi ha inviato un messaggio dicendo di averla presa” aveva raccontato Amanda. Alquanto difficile comunque adesso, dopo quasi due anni, chiarire questo particolare.

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