Conte e quel gel non a norma della ditta nei guai con il Fisco

Gaffe di Palazzo Chigi che acquista il gel sanificante da una ditta le cui quote sono state sequestrate dal tribunale di Foggia

Conte e quel gel non a norma della ditta nei guai con il Fisco

Palazzo Chigi ha acquistato gel sanificante non a norma da una società nei guai con il Fisco e con quote aziendali sequestrate dal tribunale di Foggia. Sembra una barzelletta, pare il teatro dell'assurdo e invece è realtà.

Si tratta della Cerichem Biopharm Srl di Cerignola (in provincia di Foggia), alla quale il governo di Giuseppe Conte si è appoggiata in questi mesi per garantirsi i rifornimenti del liquido sanificante. Sono ben tre i contratti sottoscritti negli ultimi mesi tra Palazzo Chigi e la ditta foggiana, per un totale che sfiora i quarantamila euro (38.562, 28 per l’esattezza).

Come ricostruito da Il Tempodi Franco Bechis, infatti, il primo accordo è datato 5 marzo: poco prima della serrata l’esecutivo acquista dall’azienda pugliese duecentosettanta taniche da cinque litri di gel disinfettante, cinquanta flaconi di sapone antibatterico da 500 ml con dosatore e centotrenta flaconi di gel disinfettante da 500 ml con dosatore. Passa un mese e mezzo e arriva il secondo contratto da oltre 12mila euro per il rifornimento di 25mila litri di gel disinfettante stipato in cinquecento taniche. Dunque il terzo e ultimo accordo di inizio giugno: 21mila euro non per il gel bensì per cinquemila confezioni di salviettine igienizzanti, cinquanta spray disinfettanti e centosettanta visiere protettive in policarbonato.

C’è però un bel problema. Mentre il Belpaese era in lockdown per contenere l’andamento della pandemia di coronavirus, a inizio del mese di aprile la Guardia di Finanza sequestra 4mila flaconi di gel igienizzante prodotto dalla Cerichem Biopharm di Angela e Francesco Caiffa. Il motivo dell’operazione delle Fiamme Gialle? Come spiega il direttore del quotidiano capitolino, la ditta di Cerignola non era in possesso né dell’autorizzazione dell’Unione europea, né di quella del ministero della Salute di Roberto Speranza. Questo significa solamente una cosa: quel gel, destinato proprio a Palazzo Chigi, non poteva essere messo in commercio. Quelle stesse autorizzazioni erano state richieste dalla società senza ottenere però alcuna risposta dalle istituzioni competenti.

Inoltre, c’è dell’altro. La Cerichem Biopharm della famiglia Caiffa era o meglio è in guerra con il Fisco per una questione di tasse che non sarebbero state pagate: il 70% delle quote aziendali – in mano ad Angela e Francesco Caiffa – era stato allora sequestrato (nel luglio 2018) dal tribunale di Foggia "su richiesta della direzione provinciale di Foggia dell'Agenzia delle Entrate in seguito alla sentenza sfavorevole per i fratelli Caiaffa emessa dalla commissione tributaria di Foggia". Come è stato possibile che Palazzo Chigi si sia rivolta alla Cerichem Biopharm per il rifornimento del gel e dei dispositivi di protezione? La società, nel mentre, ha reso noto tramite il proprio legale rappresentane di poter chiarire nelle sedi opportuno ogni equivoco. Chissà se il premier Conte farà lo stesso...

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