Dl Sicurezza, l'Unhcr: "Siamo preoccuparti"

Il decreto Sicurezza bis è diventato legge. E subito Unhcr ha espresso preoccupazione: "Non sono le Ong che soffriranno, ma la gente in fuga da guerra e violenza"

Dl Sicurezza, l'Unhcr: "Siamo preoccuparti"

L'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) si è detta "preoccupata" per l'approvazione del decreto Sicurezza bis. Si tratta, secondo quanto si legge in un comunicato, di un testo "che impone sanzioni più severe alle imbarcazioni e alle persone che effettuano operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo".

"Secondo gli emendamenti approvati dal Parlamento - hanno sottolineato dall'Unhcr - le multe per le navi private che soccorrono le persone e non rispettano il divieto di ingresso nelle acque territoriali sono aumentate fino a un massimo di 1 milione di euro; inoltre, per tali navi è prevista l'immediata confisca".

Ieri sera il decreto Sicurezza bis, cavallo di battaglia della Lega di Matteo Salvini, è diventato legge. Il dl ha incassato la fiducia in Senato con 160 "sì", quasi la maggioranza assoluta. E subito Unhcr ha espresso preoccupazione. "L'imposizione di sanzioni pecuniarie e di altro tipo ai comandanti delle navi - ha spiegato l'Agenzia - potrebbe ostacolare o impedire le attività di soccorso in mare da parte delle navi private. Le Ong svolgono un ruolo cruciale nel salvare le vite dei rifugiati e migranti che intraprendono la pericolosa traversata per arrivare in Europa. Il loro impegno e l'umanità che guida le loro azioni non dovrebbero essere criminalizzati o stigmatizzati".

"Non sono le Ong che soffriranno maggiormente di questa legge, ma la gente in fuga dalla guerra e dalla violenza in Libia", ha aggiunto il portavoce dell'agenzia, Charlie Yaxley. Così l'Unhcr ha chiesto agli Stati di "proseguire le discussioni intraprese recentemente a Parigi sulla creazione di un meccanismo di sbarco temporaneo e prevedibile per le persone soccorse in mare, caratterizzato dalla responsabilità condivisa tra gli Stati per l'accoglienza e per la risposta ai bisogni specifici di queste persone".

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