Ecco come ci muoviamo con il coronavirus: Google mappa gli spostamenti di 131 Paesi

Anche l'Italia sotto la lente di ingrandimento di Google Maps: nel nostro Paese crollano gli spostamenti verso bar, ristoranti e parchi, anche la Lombardia ha seguito il trend nazionale

Non è ancora l’applicazione che traccia gli spostamenti di tutti i soggetti positivi al Covid-19, come avvenuto in Corea del Sud od in Israele, ma ad ogni modo la nuova funzione messa online da Google serve a dare l’idea di quelle che sono le nostre nuove abitudini nell’era coronavirus.

Nelle scorse ore la multinazionale del web ha infatti annunciato la possibilità di consultare quelli che sono stati gli spostamenti da quando più della metà della popolazione globale è stata messa in quarantena: “Mentre le comunità globali rispondono al Covid-19 – si legge in un annuncio diffuso dal motore di ricerca – abbiamo sentito da funzionari della sanità pubblica che lo stesso tipo di approfondimenti aggregati e anonimi che utilizziamo in prodotti come Google Maps potrebbe essere utile”.

Si tratta di fatto di un vero e proprio aggregatore di dati, utile soprattutto a mostrare se una data regione del mondo sta rispettando o meno le restrizioni imposte dalle norme di contenimento dell’epidemia. Dati, tengono a chiarire da Google, presi nel rispetto della privacy di tutti gli utenti e che hanno dato vita a grafici consultabili per meglio rendersi l’idea di come sta andando il comportamento di contenimento dell’epidemia.

Ed ovviamente non può mancare l’Italia tra i 131 Paesi presi in esame da Google. Anche il nostro territorio, il primo in Europa ad aver lanciato le più rigide misure contenitive contro il virus, è stato “mappato” nelle sue nuove abitudini. E, tutto sommato, sembra che gli italiani stiano realmente rispettando le norme relative al distanziamento sociale.

Andando a guardare infatti la sezione dedicata all’Italia, si nota come l'affluenza a farmacie e alimentari è diminuita dell'85%, mentre a bar e ristoranti addirittura del 94%. Questi dati hanno preso in considerazione il periodo che va dal 1 al 29 marzo, dunque le percentuali relative all’inizio del lockdown potrebbe essere ancora più marcate.

Un dato interessante è quello relativo ai trasporti, la cui diminuzione dell’utilizzo rispetto al mese scorso è dell’87%: segno che, in rispetto alle normative anti Covid, gli italiani oramai si spostano per davvero solo per casi eccezionale. Importante dato anche per i parchi: l’afflusso di persone nei polmoni verdi cittadini è del 90%: la guerra contro i “runner” potrebbe aver dato il suo effetto o, sotto un altro punto di vista, essere stata sovradimensionata visto che secondo questi numeri quasi nessuno oramai frequenta i parchi.

Scende del 63% la frequenza nei luoghi di lavoro, tra aziende chiuse ed uffici trasferiti provvisoriamente a casa. L’unico dato ad aumentare è stato quello, così come del resto era prevedibile, della residenzialità: secondo Google Maps rispetto a febbraio si è registrato in questo caso un aumento del 24%.

Per quanto riguarda sempre l’Italia, è possibile consultare i dati per ogni singola regione. Si nota come complessivamente le medie regionali rispecchino quella nazionale, con le norme applicate in modo omogeneo in tutto il territorio.

Interessante il dato della Lombardia, regione più colpita dall’epidemia e dove fino ai giorni scorsi gli amministratori locali hanno chiesto a più riprese norme ancora più stringenti in fatto di mobilità: la media lombarda è in linea con quella nazionale. Qui, in particolare, l'affluenza agli alimentari ha segnato un -81%, ai trasporti -89%, al lavoro -65%, ai parchi -91%, ristoranti e bar -95%, mentre ha fatto un balzo del +24% la residenzialità.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.
Commenti

cgf

Ven, 03/04/2020 - 17:40

La certezza che sia l'intestatario ad usare quel telefono la possono solo avere se l'accesso al dispositivo, anche da stand-by, è biometrico altrimenti la certezza non si può avere e la sola localizzazione non è una prova. Ma poi dove è la novità? Nessuno si è mai domandato come fa google sapere se un centro commerciale, un ristorante, un qualsiasi posto è poco/molto frequentato e lo fa in tempo reale? ok, non tutti i telefoni delle persone sono android, ma la maggioranza si, È NEL CONTRATTO D'USO ACCETTATO, in maniera del tutto autonoma raccolgono i dati, ma a loro cosa ci vuole "vedere in chiaro" chi è l'intestatario e/o sapere dove si trova quel determinato telefono? Telefono non intestatario.

Ritratto di Dragon_Lord

Dragon_Lord

Ven, 03/04/2020 - 18:16

IL TELEFONO E' LEGATO CON IMEI ALLA SIM DELLA QUALE SI CONOSCONO GENERALITA' QUINDI PUOI ESSERE SPIATO A MENO CHE NON MANOMETTI L'IMEI, USI SCHEDA NON INTESTATA A TE OPPURE SPEGNI IL TELEFONO TOGLIENDO LA BATTERIA SE NON SI PUO' TOGLIERE SI DEVE AVVOLGERE IL TERMINALE IN DOPPIO FOGLIO DI ALLUMINIO

Tara

Ven, 03/04/2020 - 18:41

Il mio telefono resta sempre a casa.