L'orditoio che ha ucciso Luana è stato manomesso?

Dalle prime indiscrezioni che provengono dalla procura sembra probabile l'ipotesi che l'orditoio che ha ucciso Luana sia stato manomesso

Ecco perché è morta Luana D'Orazio: l'ipotesi della procura

Proseguono le indagini per far luce sulla morte di Luana D'Orazio, la giovanissima operaia risucchiata dall'orditoio di una fabbrica tessile di Montemurlo, in provincia di Prato. Le analisi sul macchinario stanno dando i primi risultati, evidenziando una possibile manomissione. Si tratta solo di indiscrezioni che trapelano dagli ambienti della Procura dove l'indagine è ancora in corso. Come rivela il Corriere della sera, il macchinario che ha ucciso Luana è stato rimontato dopo l'incidente e durante il suo funzionamento non ha mostrato altre anomalie.

Serve ancora tempo ai periti e ai tecnici per dare risposte definitive. La perizia definitiva verrà consegnata entro 60 giorni e dalle prime notizie che trapelano è difficile che il responso sia diverso rispetto a una conferma di manomissione dell'orditoio. Dai primi rilievi è emerso che l'incidente mortale è avvenuto perché la saracinesca che avrebbe dovuto evitare il contatto di Luana con gli ingranaggi non si è abbassata. Gli inquirenti hanno analizzato un macchinario gemello a quello che ha ucciso Luana, che si trova all'interno dell'impianto di Montemurlo. E anche lì sono state riscontrate delle anomalie nei sistemi di sicurezza, dove sono emerse delle manipolazioni.

La saracinesca pare che non si sia abbassata per la mancanza delle fotocellule che avrebbero dovuto rilevare il passaggio di Luana e, quindi, abbassare la saracinesca prima che gli ingranaggi potessero risucchiare il corpo della povera operaia. Per questa ragione nel registro degli indagati sono finite due persone, ritenute dagli inquirenti responsabili per quanto accaduto a causa della modifica dei sistemi di sicurezza. Si tratta del tecnico addetto alla manutenzione Mario Cusimano e il titolare dell’azienda Laura Coppini. Per entrambi l'accusa è di omicidio colposo e rimozione od omissione dolosa delle cautele infortunistiche.

I macchinari di ultima generazione hanno dei sistemi di protezione tesi a evitare i gravi infortuni. L'orditoio sul quale lavorava Luana dispone normalmente di una saracinesca che, in base ai cicli produttivi, s'alza e si abbassa a seconda del grado di rischio effettivo. Quando i rulli non sono in movimento, la saracinesca è sollevata, in modo tale che l'operatore possa intervenire per la sistemazione dei fili. Al momento dell'avvio del ciclo, invece, la saracinesca si abbassa in modo tale che in nessun modo, con il macchinario in funzione, l'operatore possa entrare a contatto con i rulli. A tal proposito, le fotocellule in funzione servono a evitare la messa in funzione quando l'operatore si trova troppo vicino al macchinario.

Le indagini stanno, però, correndo su due binari paralleli. Se da un lato si indaga per capire il motivo per il quale sia potuto accadere l'incidente, dall'altra il procuratore sta indagando per verificare se la mansione contrattuale di Luana D'Orazio fosse compatibile con il ruolo effettivamente svolto in azienda dalla ragazza. Infatti, l'operaia aveva un contratto da apprendista e, per legge, sarebbe dovuta essere affiancata da un tutor. Inoltre, non avrebbe potuto svolgere lavori all'orditoio.

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