Guerriglia al corteo dei movimenti a Roma

Bombe carta e bottiglie contro le forze dell’ordine che hanno risposto con alcune cariche e lancio di lacrimogeni. Manifestante ferito grave a una mano per lo scoppio di un petardo

Guerriglia al corteo dei movimenti a Roma

Doveva essere una manifestazione pacifica di protesta per il diritto alla casa. Ma è scoppiato il caos, con lanci di sassi, bottiglie e fumogeni e cariche della polizia. Un pomeriggio di guerriglia in pieno centro a Roma, con alcune strade che si sono trasformate in campo di battaglia. Dal corteo hanno lanciato fuochi d’artificio e bombe carta contro le forze dell’ordine davanti al ministero dello Sviluppo economico, in via Veneto. Gli agenti hanno risposto con un lancio di fumogeni. Un manifestante è rimasto ferito gravemente ad una mano dopo l’esplosione di un petardo che teneva in mano: stava per lanciare il petardo quando gli è esploso in mano. L’uomo è stato portato in codice rosso al Policlinico Umberto I. Decine di paia di scarpe, bottiglie, bulloni, lo scheletro di un ombrellone, giacche e occhiali: così si presenta via del Tritone dopo gli scontri del pomeriggio. Dopo l'assedio al ministero, con il lancio di bombe carta e petardi, i manifestanti sono entrati in contatto con le forze dell’ordine e poi si sono dispersi.

Per gli scontri sono state fermate sei persone. Lo fa sapere il Viminale aggiungendo che la situazione è seguita con la massima attenzione e il ministro dell’Interno Alfano e il capo della polizia Pansa sono in constante contatto. Sono circa venti i
feriti tra le forze dell’ordine, tra cui anche un funzionario di polizia, e almeno dieci tra i manifestanti.

Non più black bloc ma forse blu-bloc. Molte delle azioni violente sono state portati avanti da un gruppo di manifestanti che non indossavano la "classica" felpa nera con cappuccio ma k-way e giacche a vento blu. Finite le azioni i manifestanti si sono tolte le giacche a vento lasciando in terra un tappetto di kway blu, soprattutto lungo via del Tritone. Prima della manifestazione una ventina di manifestanti erano stati fermati dalla polizia in piazzale del Verano, dopo essere stati trovati in possesso di bastoni e picconi.

"Ribaltiamo il governo Renzi. Cancelliamo il decreto Lupi e Jobs act". Dietro questo striscione migliaia di persone hanno sfilato alla manifestazione dei movimenti antagonisti contro il governo e il decreto casa. Tra le bandiere c'erano anche quelle di No-tav e No-Muos. "Il nostro obiettivo - ha spiegato Paolo Di Vetta, uno dei leader della protesta - è colpire al ministero del Welfare. Lo faremo in maniera rumorosa e colorata". Infatti non sono mancati lanci di uova, fumogeni e petardi contro la sede del ministero. A sfilare anche molti immigrati. Gli striscioni reclamano il diritto alla casa, ma campeggiano anche diversi slogan anche contro il governo: "Il nostro piano è occupare tutto", "cancelliamo il decreto casa".

Appello dei No Tav in apertura del corteo dei Movimenti per il diritto all’abitare partito da piazza di Porta Pia, in cui è stato esploso qualche petardo. A parlare al microfono Nicoletta della Val di Susa: "Costruiamo con la lotta sui territori un futuro diverso per tutti. Vogliamo un mondo senza barriere, non che chi arriva lo si chiude nei Cie o nelle carceri. Gli oppressi si alzino in piedi: da questa piazza simbolo di libertà, partirà una primavera di liberazione". Le zone lambite dalla manifestazione sono presidiate da blindati e pattuglie delle forze dell’ordine.

A guidare il corteo c'è un camion (su cui è stato attaccato uno striscione, "casa reddito e dignità") che trasmette rap a tutto volume. "Stiamo riconquistando Roma metro dopometro - ha dichiarato il leader del Coordinamento cittadino lotta per la casa Luca Fagiano in apertuta di corteo - al palazzo della vergogna del ministero, preferiamo il palazzo di Porta Pia su Corso Italia che ha dato casa a tante famiglie". A sfilare anche i partiti della galassia comunista tra cui Rifondazione: "Bisogna costruire una rivolta generazionale dal basso - dichiara il segretario Paolo Ferrero - contro le politiche di Renzi che ha il consenso artificiale dei mass media, ma non affronta iproblemi, li peggiora soltanto. Ormai il Parlamento non conta, ci vogliono le manifestazioni".

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