"I fidanzati-killer volevano uccidere tutti. Personalità borderline"

Al via il processo per l'omicidio di Aldo Gioia, il 53enne ucciso ad Avellino dal fidanzato della figlia. Il perito in aula: "Tra i due 64.550 messaggi, circa uno al minuto"

"I fidanzati-killer volevano uccidere tutti. Personalità borderline"

Un piano diabolico, criminale, e curato nei minimi dettagli. I due fidanzatini-killer di Avellino, Elena Gioia e Giovanni Limata, accusati dell'omicidio di Aldo Gioia, padre 53enne della ragazza, avevano progettato di sposarsi subito dopo la strage. Il neuropsichiatra Stefano Ferracuti, perito incaricato dalla famiglia della 18enne, non ha dubbi: "Si tratta di una coppia con personalità borderline".

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La perizia psichiatrica

I fatti risalgono al 23 aprile del 2021 in un appartamento al civico 253 di corso Vittorio Emanuele, ad Avellino. Aldo Gioia fu trafitto con 14 coltellate al corpo, mentre dormiva sul divano in cucina, dal fidanzato della figlia. Per lo psichiatra che ha esaminato il fitto scambio di sms tra i due ragazzi nelle settimane antecedenti al delitto, si trattò di un omicidio architettato a tavolino. "Cooperarono attivamente nella programmazione del delitto", ha spiegato il perito ai giudici della Corte di Assise di Avellino nella prima udienza del processo a carico della giovane coppia. E a proposito di Elena, oggi 19enne, ha precisato: "Le sue capacità di ragionamento sono poco sviluppate. Si tratta di un soggetto debole e facilmente suggestionabile. Ha difficoltà a organizzare le informazioni che le vengono fornite e a utilizzarle in modo critico". La ragazza, come ben ricorda Repubblica.it, è stata poco collaborativa con gli inquirenti scegliendo di avvalersi della facoltà di non rispondere (almeno nella prima fase delle indagini).

Gli sms tra Elena e il fidanzato

Elena e Giovanni, nel corso della loro breve relazione, avrebbero scambiato circa 64.550 messaggi: "circa uno al minuto". "È chiaro che la relazione sia stata costruita assolutamente su un piano virtuale. - ha spiegato il dottor Ferracuti -Nella reciproca richiesta di fedeltà, impegno e costanza Limata ha proposto un'alternativa esistenziale ad Elena, a quella che era la sua famiglia d'origine". Secondo l'esperto, si tratta di "due personalità fortemente disturbate, la relazione in sé è di carattere psicotico. In psicopatologia si chiama follia a due, Giovanni ed Elena si contagiano a vicenda e si potenziano". In alcune chat del 17 aprile, giorno in cui hanno concertato la strage, i due fidanzatini avrebbero fantasticato "in termini inconcepibili. Erano così fuori dalla realtà che iniziano a pensare che qualcuno si sarebbe accorto dell'omicidio perché nessuno avrebbe più pagato le bollette. - ha concluso l'esperto - Loro pensavano davvero di uccidere tutti, di prendere lo zainetto e di andarsi a sposare sulla spiaggia".

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