Genova, trapianto sbagliato sul paziente: ospedale offre 10mila euro

Malato di leucemia, il 50enne Massimo Cevasco riceve le cellule staminali destinate ad un altro paziente ed incompatibili con il suo organismo. L'ospedale San Martino di Genova riconosce l'errore, ma gli offre un risarcimento di soli 10mila euro: “Mi sento umiliato”

Una storia terribile quella raccontata da Massimo Cevasco, un 52enne rimasto purtroppo vittima dell'ennesimo caso di malasanità, stavolta registrato all'ospedale policlinico San Martino di Genova.

Affetto da leucemia mieloide, l'ex panettiere si era affidato alle cure dei medici del sopra citato nosocomio e, dopo i cicli di chemioterapia, aveva atteso con fiducia di sottoporsi al trapianto di cellule staminali nella speranza di poter guarire. Il giorno dell'intervento, tuttavia, a causa di un errore del personale sanitario, ad essere infuse nel 52enne sono state le staminali destinate ad un altro paziente. Un autentico incubo per Cevasco, che adesso cerca solo di ottenere giustizia.

I fatti, secondo quanto riferito dall'uomo, si sono verificati circa un anno e mezzo fa. Affetto da una grave patologia ematica, Cevasco affrontò tutto il percorso di cura previsto dal protocollo fino ad arrivare al giorno del trapianto. La sacca con le cellule staminali eterologhe (ovvero provenienti da un donatore) arrivava dal Veneto. Appena consegnate al policlinico, le staminali vennero subito conservate in emoteca, in attesa di essere utilizzate per l'intervento. Poi, l'errore. Al momento della trasfusione, uno degli operatori prese erroneamente la sacca destinata ad un altro paziente, e a Cevasco vennero infuse cellule non compatibili con lui.

La devastante notizia arrivò il giorno successivo alla trasfusione. Il 50enne, che non mostrava sintomi di alcun genere, venne informato dai medici dell'avvenuto scambio. Oltre ciò, anche la consapevolezza di doversi nuovamente sottoporre ad un ciclo di chemioterapia per rimediare all'errore e scongiurare reazioni fisiche avverse.

Mi dissero che avevano sbagliato la sacca e che mi avevano iniettato le cellule staminali destinate a un’altra persona”, racconta Massimo Cevasco al “SecoloXIX”. “Mi è caduto il mondo addosso. Una cosa talmente incredibile che non sapevano cosa mi sarebbe successo, non avevano protocolli”.

Il personale sanitario del centro trasfusionale del policlinico di San Martino ha subito ammesso quanto accaduto, mettendosi a disposizione del paziente e delle autorità competenti, che hanno avviato le indagini del caso. L'intera procedura è stata revisionata, ed all'interno del team coinvolto è stato effettuato un procedimento disciplinare.

A distanza di un anno e mezzo, arriva l'offerta di risarcimento: soltanto 10mila euro. Nulla, in confronto a quanto subito dal 52enne, che si sente umiliato dalla comunicazione arrivata dal San Martino.

Non si può nemmeno iniziare a parlarne su queste basi”, afferma duramente il legale di Cevasco, l'avvocato Carla Della Casa, la quale definisce l'offerta dell'ospedale come “irricevibile”.

Di diverso avviso il responsabile dell'ufficio legale del policlinico, Riccardo Clavarezza. “L’ospedale ha riconosciuto l’errore. L’offerta è contenuta sulla base delle valutazioni medico-legali sulle conseguenze avute dal paziente”, ha dichiarato.

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