"Ho lavato i suoi vestiti" Spunta un altro mistero ​nel giallo di Bolzano

Un'amica di Benno Neumair, indagato per la scomparsa dei genitori, ha consegnato ai magistrati i vestiti che il giovane indossava la sera del 4 gennaio

Diventa un giallo sempre più fitto ed intricato quello riguardante i coniugi Neumair, scomparsi da Bolzano lo scorso 4 gennaio. Un'amica di Benno Neumair, indagato per duplice omicidio e occultamento di cadavere dei genitori, ha consegnato spontaneamente gli abiti che il giovane indossava quel giorno ai magistrati. Il trentenne avrebbe chiesto alla ragazza di lavare i vestiti in occasione di una visita a casa sua.

Il colpo di scena

La chiave di volta del giallo potrebbe essere negli abiti che Martina, l'amica di origini argentine di Benno Neumair, ha consegnato ai magistrati. Secondo quanto riferisce il quotidiano online AltoAdige.it, si tratterebbe di 3 t-shirt, una felpa e un paio di jeans che il giovane avrebbe affidato alla ragazza in occasione di una visita a casa sua la sera del 4 gennaio. Martina avrebbe lavato i vestiti in lavatrice assicurando alla polizia che non fossero né sporchi né macchiati di sangue. Per questo motivo è stata iscritta nel registro degli indagati con l'ipotesi di favoreggiamento. Ma, stando a quanto riferisce l'avvocato Federico Fava, legale della ragazza, si tratterebbe di un "atto dovuto". "Il procedimento - ha spiegato Fava - a brevissimo sarà archiviato. La ragazza, molto spaventata dagli eventi, ha collaborato in maniera piena e spontanea con i magistrati". Ad ogni modo, i vestiti del ragazzo saranno esaminati dai Ris nelle prossime ore.

Le ricerche della coppia scomparsa

In attesa di risvolti, procedono a tutto spiano le ricerche della coppia di coniugi, Laura Perselli (68 anni) e Peter Neumair (63 anni). Nella giornata di sabato 23 gennaio, i carabinieri ed i vigili del fuoco hanno passato al setaccio il fiume Adige nel tentativo di recuperare elementi utili alle indagini. Le ricerche si sono concentrate in prossimità della diga dei Mori ma, a quanto pare, non avrebbero rinvenuto nulla di particolarmente rilevante. Per Guido Ferrari, già funzionario del Corpo dei vigili del fuoco permante di Bolzano, per trovare i corpi potrebbero servire ancora svariate settimane.

Benno Neumair resta l'unico indagato del giallo

Il giovane, istruttore di body building resta l'unico indagato della vicenda. Ad aggravare la sua posizione ci sarebbero le macchie di sangue rinvenute all'interno della Volvo di famiglia, auto con cui si sarebbe spostato la notte del 4 gennaio per trasportare, presumibilmente, i corpi già senza vita dei genitori. Inoltre, desta non pochi sospetti l'acquisto di un flacone di detergente che Benno Neumair avrebbe acquistato il giorno della misteriosa scomparsa dei genitori. Il ragazzo, accusato di duplice omicidio e sopressione di cadavere, continua ha professarsi innocente. "Benno è in grande preoccupazione per la scomparsa dei suoi genitori. - ha spiegato il legale del trentenne, l'avvocato Angelo Polo al quotidiano Alto Agide -Spera che siano ritrovati presto e non ha nessuna preoccupazione in merito all'inchiesta perché non ha nulla da nascondere".

I sospetti dei familiari

Se la dinamica dell'accaduto appare di agevole ricostruzione - Benno avrebbe ucciso i genitori tra le 21 e le 22, nell'unica ora in cui il cellulare del ragazzo risulta inutilizzato - il movente del delitto resta un rebus. Secondo quanto riporta l'edizione odierna del quotidiano cartaceo La Stampa, la motivazione sarebbe da ricercare in vecchi livori familari. Il ragazzo, considerato dai conoscenti "immaturo come un quindicenne", avrebbe nutrito invidia nei confronti della sorella Madè, medico e scrittrice di 26 anni, per la quale i genitori avrebbero nutriro una stima smisurata e che spesso avrebbero citato ad esempio. In questo contesto sarebbe maturata, dunque, la rabbia di Benno nei confronti di mamma e papà. Ma fino al punto di ucciderli? Lo zio paterno e la stessa sorella Madè non smentiscono né incalzano l'ipotesi di duplice omicidio e occultamento di cadavere ventilata dai magistrati. "Qualunque sia la verità, vogliamo che salti fuori", ripetono alla stampa. Quale verità?

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