Coronavirus

C'è la data del "grande picco". La profezia choc sui contagiati

Il professor Massimo Andreoni avverte: "Il picco ci sarà a fine marzo". E chiede una serrata totale: "Serve per arrivare a 500mila vaccinati al giorno"

C'è la data del "grande picco". La profezia choc sui contagiati

Anche gli esperti si dividono sull'ipotesi di un nuovo lockdown nazionale. Da una parte il sottosegretario Pierpaolo Sileri non ritiene utile chiudere tutta Italia per diverse settimane, dall'altra il professor Massimo Andreoni sostiene la necessità di un pugno duro per rallentare la diffusione del Covid-19 e per accelerare sul fronte dei vaccini. Il direttore scientifico Simit (Società italiana malattie infettive) ritiene che "bisogna iniziare a pensare a un vero lockdown nazionale" non solo "per raffreddare in maniera seria per alcune settimane la circolazione del virus", ma anche per porre le basi volte a iniziare una campagna vaccinale "in un situazione che non sia quella attuale".

Le circostanze effettivamente non sono delle migliori: il bollettino di ieri ha registrato oltre 22mila nuovi positivi e altre 332 vittime. A preoccupare sono anche i 253 ingressi in terapia intensiva: il saldo tra entrate e uscite è di 71 pazienti in più. Il quadro non sembra però destinato a migliorare. Anzi, per fine marzo è previsto l'arrivo del picco di 40mila contagi al giorno: "Purtroppo direi di sì, i dati dicono che dobbiamo aspettarci una salita ulteriore e questo evidentemente preoccupa, ed è effetto delle varianti che si modificano in continuano e che noi stiamo monitorizzando". Alla luce di tutto ciò è a rischio la riapertura di teatri e cinema prevista per il 27 marzo: "Non spetta a me dire se è escluso, ma certamente io lo escluderei perché tutto ciò che aumenta l'affollamento e riduce la possibilità di controllo della trasmissione del virus deve essere preso in questo momento in grande considerazione".

L'allarme varianti

La questione varianti di certo non fornisce un aiuto nella lotta alla pandemia. Le chiusure sembrano essere indispensabili per arginare quanto possibile la corsa del Coronavirus e per permettere di tornare al tracciamento di cui ormai non si parla più. Per questo bisogna varare norme in grado di evitare "di chiudere gli ospedali ai pazienti non-Covid". In tal senso la comparsa delle varianti dovrebbe essere considerata come "un elemento ulteriore di considerazione di intervento sulle misure di contenimento da mettere in atto, non puo essere più considerato solo il numero dei casi e dei ricoveri".

Accelerata sui vaccini

Il governo è pronto ad accelerare la campagna di vaccinazione. Forza Italia ha studiato e proposto all'esecutivo un piano per arrivare a somministrare fino a 500mila fiale al giorno grazie a una rete pubblica e privata, civile e militare. Proprio questa è la soglia che si vuole raggiungere, e il primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma ha confermato che si tratta di un traguardo possibile "perché si può mettere in campo una macchina che può realizzare tutto questo". Ovviamente servono le dosi e sarà necessario allargarsi a tutte le ditte che preparano vaccini: "Aspettiamo l'Ema ma, quando sarà, io spero che ci sarà davvero un cambio di passo".

Secondo Andreoni, intervenuto ai microfoni di Agorà su Rai 3, sarebbe opportuno proseguire molto rapidamente per fasce d'età poiché "rende più snello e facile l'arruolamento delle persone". Ma per toccare 500-700mila vaccinazioni al giorno "bisogna farle in condizioni ideali e allora 2 settimane prima penserei di fare un lockdown nazionale".

Nel frattempo però i giovani sono più colpiti, si ricoverano maggiormente e a volte hanno anche manifestazioni gravi. Un fenomeno che deve essere monitorizzato attentamente: "I giovani normalmente non arrivavano in ospedale, ora cominciano ad arrivare e questo è un campanello d'allarme".

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