Ludopatia, un minore su cinque gioca d'azzardo

L'ex ministro della Salute Renato Balduzzi: "Io proponevo misure più restrittive di quelle attuali. Lo Stato non nasce biscazziere, ma lo diventa"

Ludopatia, un minore su cinque gioca d'azzardo

Non votano, non possono guidare la macchina, non hanno ancora diciott'anni ma giocano d'azzardo. E sono molti, moltissimi, addirittura uno su cinque. Lo racconta un'inchiesta sulla ludopatia de La Stampa, secondo cui il 20% dei ragazzi italiani tra i 10 e i 17 anni ha giocato d'azzardo almeno una volta nella vita. Aggirando i divieti, che su Internet si possono eludere facilmente fornendo i dati di un adulto, e sperperando i soldi della paghetta settimanale. Poker online, slot machines, calcio, cavalli, tennis, Formula 1.

I dati emergono da un'indagine promossa dalla Società Italiana Medici Pediatri (SIMPe) e dall'Osservatorio nazionale sulla salute dell'infanzia e dell'adolescenza (Paido'ss). Già, perché di un vero e proprio rischio per la salute bisogna parlare, come spiega l'ex ministro Renato Balduzzi: "Con il mio decreto ho posto per la prima volta il tema delle ludopatie all'attenzione dell'opinione pubblica e del Parlamento".

Certo, "quelle che proponevo erano sicuramente misure più protettive di quelle che poi furono emanate", ma, ribadisce il ministro, sebbene la scelta di contrastare il gioco clandestino sia stata "più che rispettabile", "su questo solco si è poi innestata l'imposizione fiscale". Insomma, conclude Balduzzi "Lo Stato non nasce biscazziere ma lo diventa".

E gli effetti, devastanti, sono aggravati dal fatto che spesso sono gli stessi genitori dei minorenni a ignorare il problema: il 75% delle mamme e dei papà, infatti, sarebbe pronto a intervenire qualora scoprisse che il proprio figlio gioca, ma ben 9 su 10 non conoscono nemmeno il significato del termine ludopatia. "Io e i miei amici andiamo nelle sale scommesse e puntiamo sulle partite - racconta al quotidiano torinese Leonardo, 15 anni - Alcune volte non ci chiedono il documento, altrimenti chiediamo a un adulto di giocare per noi. Magari a uno dei lavavetri ai semafori. È solo un gioco, che male c'è?"

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