La madre della figlia di Salvini: "Ho provato rabbia e dolore"

Dopo il post anti-Salvini, Giulia Martinelli scrive a Vittorio Feltri: "Mi tremano le mani. Si è offeso e vilipeso il rifugio affettivo e sicuro di una bambina". La risposta del direttore: "Se proprio deve scorrere del sangue..."

La madre della figlia di Salvini: "Ho provato rabbia e dolore"

È con una lettera indirizzata al direttore Vittorio Feltri che Giulia Martinelli, madre della figlia di Matteo Salvini, ha espresso tutta la sua indignazione per il post del caporedattore Rai Fabio Sanfilippo.

"Caro Direttore, affido a te e al tuo giornale queste poche righe per esprimere la mia amarezza, la mia rabbia e il mio dolore. Sì dolore. Quello che ho provato nel leggere due giorni fa le parole allusive e meschine scritte e pubblicate su mia figlia Mirta e sul suo papà. Dolore per chi dice di amare e non odiare, per chi è padre, per chi ha la grande fortuna di avere avuto il dono di figli da crescere, da educare, da portare sulle spalle e da aprire al mondo. Quel mondo che deve insegnare rispetto, lealtà e valori, ovvero l' educazione che io e Matteo stiamo dando quotidianamente a nostra figlia", si legge nella lettera.

L'ex compagna di Salvini ha fatto riferimento al post pubblicato dal caporedattore di Rai Radio 1, Fabio Sanfilippo. "Ti sei impiccato da solo, e questo è evidente. Io ne sono felice", aveva scritto il giornalista che ha attaccato anche la figlia dell'ex ministro dell'Interno: "Mi dispiace per tua figlia, ma avrà tempo per riprendersi, basta farla seguire da persone qualificate".

Ora, dopo la precisazione del giornalista ("Quel post lo riscriverei", aveva detto all'Agi, "senza citare la figlia di Salvini e chiarendo meglio il riferimento al suicidio del leader della Lega") e il commento di Salvini, interviene Giulia Martinelli, madre della piccola Mirta.

"Rabbrividisco di fronte a un padre, ad un giornalista che travolge e minaccia la nostra intimità, coinvolgendo una bambina di sei anni che ignora e nulla ha a che fare con le vicende politiche delle ultime settimane. Mi tremano le mani. Personalmente in tanti anni non ho mai detto né scritto una parola, non sono mai intervenuta pubblicamente, ma mai come oggi si era arrivati così in basso, e mai come oggi si è mai offeso e vilipeso il rifugio affettivo e sicuro di una bambina di sei anni", ha scritto a Libero.

"I nostri figli vanno a scuola, i nostri figli leggono i social (la mia per fortuna è ancora troppo piccola) , i nostri figli guardano la tv, i nostri figli hanno bisogno di guide e di genitori che amino e che agiscano a protezione del loro bene più prezioso. Sfregiare la loro intimità ed il loro equilibrio psicologico a fini politici è un delitto giornalistico imperdonabile. Perché gratuito, miserabile e soprattutto ignorante", ha concluso la donna.

La risposta di Feltri

Subito il direttore Feltri ha risposto all'ex compagna del leghista. "Cara Giulia, amica mia, la tua lettera mi ha commosso. Intendiamoci, io riconosco a tutti, perfino ai giornalisti della Rai, il diritto di scrivere ciò che vogliono, anche frasi sconnesse e deliranti - ha risposto il direttore -. Ma in questo caso forse si è superato ogni limite, eppure sono sicuro che l'Ordine dei giornalisti non farà una piega essendo impegnato a perseguire me perché non apprezzo la cultura islamica. Invitare un presunto avversario a suicidarsi non è cosa carina, prendersela poi con una bimba è un atto che non merita commenti, bensì solo biasimo".

"Se proprio bisogna sperare che scorra del sangue, preferirei fosse quello di un collega scriteriato che non quello di Salvini", ha concluso Feltri.

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