Massacrò un carabiniere: arresti domiciliari

Matteo Gorelli, il 20enne che il 25 aprile 2011 insieme ad altri 3 amici pestò a sangue un carabiniere (morto dopo un anno) in un posto di blocco a Grosseto, ha ottenuto i domiciliari

Massacrò un carabiniere: arresti domiciliari

Arresti domiciliari, da scontare in una comunità Exodus in Lombardia, per Matteo Gorelli, il ventenne che il 25 aprile 2011, insieme ad altri tre giovani, aggredì due carabinieri in un posto di blocco a Sorano (Grosseto). Per le gravi lesioni subite l'appuntato Antonio Santarelli (44 anni) entrò in coma ed è morto l'11 maggio scorso. Nell'aggressione fu ferito in modo grave anche un altro carabiniere, Domenico Marino, 34 anni. Il gip sabato ha firmato il provvedimento che consente a Gorelli di lasciare il carcere di Grosseto, dov'è stato rinchiuso dal giorno dell’aggressione, per essere trasferito nella comunità.

La richiesta era stata presentata dai difensori del giovane, gli avvocati Luca Tafi e Francesco Paolo Giambrone. Quest'ultimo ha spiegato che dall’inizio della carcerazione non era mai stata fatta richiesta di arresti domiciliari per il giovane che da tempo "ha iniziato un percorso di recupero di sé" e "il cui dolore per quanto accaduto non è mai cessato e si è acuito" con la morte di Santarelli. Il pm aveva espresso parere favorevole all’istanza per gli arresti domiciliari.

 

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