Mentre Marino pensa alle unioni gay, Roma affoga nella "monnezza"

La raccolta dei rifiuti è andata in tilt nelle ultime due settimane. Ed il sindaco, immerso fino al collo nell'emergenza rifiuti, si "salva" in corner con la revoca dello sciopero

Mentre Marino pensa alle unioni gay, Roma affoga nella "monnezza"

Roma sommersa dai rifiuti. E non è la prima volta. Forse, la Capitale "a colori" di cui parlava il sindaco Ignazio Marino qualche mese, è proprio questa: variopinte buste di immondizia, colline di rifiuti che ridisegnano lo skyline della città.

E mentre i municipi lanciano l’sos, il sindaco Marino continua lo scaricabarile sul Consorzio Colari di Manlio Cerroni: "L’sos è assolutamente fondato - ha detto il sindaco - ma stiamo combattendo un monopolio, è chiaro che quello che abbiamo davanti agli occhi fa riferimento a una svolta epocale che stiamo imprimendo a questa città".

Se "la svolta epocale" fa la fine della "Roma a colori", non c'è da stare troppo allegri. Infatti, la raccolta dei rifiuti è andata in tilt nel corso delle ultime due settimane. Ed il sindaco Marino, immerso fino al collo nell'emergenza rifiuti, si "salva" in corner: è stato revocato, infatti, lo sciopero di lunedì dei lavoratori delle aziende dei rifiuti. Sarebbe stata una iniziativa nazionale, ma Roma sarebbe stato un vero disastro annunciato.

"Intesa raggiunta. Scongiurato per lunedì lo sciopero nazionale aziende rifiuti. Grazie al senso di responsabilità di tutti". A dare l'annuncio via Twitter è il sindaco di Roma Ignazio Marino. Al termine di un tavolo di confronto nazionale tra sindacati e Federambiente, il segretario della Fp Cgil Roma e Lazio, Natale Di Cola, ha spiegato che è stato "definito un protocollo d'intesa sul rinnovo del contratto per il settore dell'igiene urbana".

Intanto nella municipalizzata che gestisce i rifiuti della Capitale, cadono delle teste. Il consiglio di amministrazione ha deciso di licenziare altri tre dirigenti. Spiega il presidente Daniele Fortini: "stiamo lavorando per un cambiamento epocale, resta solo chi ci segue in questo progetto."

Una cosa è certa: "epocale" è la parola più in voga del momento. Almeno a Roma.

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