Migranti, la Cei: "Come Cristo che bussa alla porta"

Migranti come "Cristo che bussa alla porta". Il presidente della Cei è intervenuto da Firenze, dove ha richiamato le parole del cardinal Ravasi. Prosegue la "campagna" della Chiesa in favore dell'accoglienza

Migranti, la Cei: "Come Cristo che bussa alla porta"

La Chiesa insiste sull'accoglienza dei migranti. Tra iniziative più eclatanti, come quella del "digiuno a staffetta", e le dichiarazioni quotidiane che vengono rilasciate dai vertici ecclesiastici, pare che nessuno, dalle parti di piazza San Pietro, sia disposto ad approvare la linea dura contro le Ong e l'immigrazione clandestina. Anzi.

Ogni giorno che passa, la contrarietà di cardinali, presuli e semplici sacerdoti a quanto messo in campo dal ministro Salvini diviene sempre più evidente. Certo, c'è qualche eccezione, ma è la linea ufficiale quella a contare in termini di peso comunicativo. Quella del Papa, soprattutto. Poi ci sono i "piani intermedi", come quello occupato dal cardinal Ravasi. I lettori ricorderanno il tweet pubblicato durante il caso Aquarius: "Ero straniero e non mi avete accolto".

La Conferenza episcopale italiana, dal canto suo, continua a ribadire la sua posizione. Il presidente dei vescovi italiani, il cardinale Gualtiero Bassetti, è intervenuto sul tema durante l'omelia della celebrazione tenutasi questa mattina a Firenze, nell'Abbazia di San Miniato al Monte. "Sappiamo - ha esordito - quanto san Benedetto insistesse perché i monasteri fossero aperti agli ospiti, e addirittura nella Regola esiste un intero paragrafo dedicato a loro". Tutti gli astanti, all'ascolto di queste parole, hanno immaginato quale sarebbe stato il proseguo. "Il bene compiuto verso il prossimo - ha continuato infatti il porporato italiano, così come riportato dalla Sir - in particolare nella forma dell’accoglienza". Poi il richiamo storico: "Di ospitalità c’era particolarmente bisogno nel tempo in cui il monachesimo occidentale compiva i suoi passi durante il tempo delle cosiddette ‘invasioni barbariche'". Puntuale, ancora, il richiamo alla bontà dell'accoglienza: "L’ospite - ha scandito Bassetti - non era però visto come un pericolo, ma come Cristo stesso che bussava alla porta". Come a dire che addirittura ai tempi delle invasione barbariche, l'arrivo dei migranti era considerato un fenomeno con il quale potersi confrontare con serenità.

C'è stato tempo per cementificare questo concetto richiamando un editoriale del già citato cardinal Ravasi. Uno scritto risalente al 2011 e pubblicato da Avvenire. "Nel 2011 - ha detto Bassetti - (Ravasi ndr) scriveva che ‘la civiltà ha fatto un passo decisivo, forse il passo decisivo per eccellenza, il giorno in cui lo straniero, da nemico (hostis), è divenuto ospite (hospes). Il giorno in cui nello straniero si riconoscerà un ospite, allora qualcosa sarà mutato nel mondo’. Queste parole valgono ancora, e forse soprattutto, oggi", ha chiosato il presidente della Cei.

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