Il mio ricordo di Matteo, morto a soli 20 anni nello schianto con il bus

Conoscevo Matteo, uno dei due ragazzi morti nello scontro contro il bus Cotral ieri mattina a Tivoli. Sarà retorico; forse pure una frase fatta. Ma Matteo era “un ragazzo d’oro”: autentico, genuino, acqua e sapone

Dicono che chi fa questo meraviglioso mestiere e segue fatti di cronaca sia avvezzo a certe notizie. Alle quali, però, in realtà, non ti abitui mai, nemmeno dopo trent’anni di redazione. Se poi riguardano amici, be’, la faccenda cambia. E anche di molto.

Conoscevo Matteo, uno dei due ragazzi morti nello scontro contro il bus Cotral ieri mattina a Tivoli. Sarà retorico; forse pure una frase fatta. Ma Matteo era “un ragazzo d’oro”: autentico, genuino, acqua e sapone. L’educazione fatta a persona; sempre sorridente con tutti e un saluto anche per chi, magari, non conosceva proprio bene. Con papà Tino, trasferitosi nel Lazio dalla provincia di Messina oltre vent’anni fa, siamo cresciuti spensierati nelle lunghe estati siciliane. Poi la vita prende il suo corso, ognuno segue le proprie strade, matrimonio, figli. Ma, a distanza di tempo, ti ritrovi sempre. Avevo visto Matteo l’ultima volta esattamente un mese fa, in Sicilia, la notte della Messa di Natale in quella magnifica località che ha dato i natali a suo padre, Tino e ai suoi zii Ignazio e Daniele: Galbato, un piccolo angolo di paradiso che fa parte del comune di Gioiosa Marea, in provincia di Messina. E che Matteo amava molto, tanto da ritornarci sempre in tutte le occasioni in cui poteva. Uno di quegli scambi di auguri di rito dopo la messa di mezzanotte. Nessuno poteva immaginare che sarebbe stato l’ultimo saluto.

Ieri mattina, al risveglio, la lettura della notizia sul Televideo: “Incidente stradale a Tivoli, morti due ventenni”. Subito ti attanaglia un brutto presentimento, misto ad angoscia. “Ma dai, Tivoli è una grande cittadina e di gente ce n’è tanta: come è possibile?”, quasi a voler istintivamente esorcizzare. “Vuoi dire che sia proprio qualcuno di loro?”. Certo, il dispiacere di fronte alla morte di due ventenni c’è sempre. Ma se li conosci, inutile negarlo, è tutto un altro film. Anche per chi vive le redazioni di cronaca da trent’anni.

Dicono che questa sia la vita. Ma certe cose sono davvero difficili da accettare. Matteo amava molto la località che aveva dato i natali a suo padre e ai suoi zii. Un piccolo angolo di paradiso, si diceva. Chi crede ed è animato da una Fede con la “f” maiuscola I genitori di Matteo lo sono. E, per chi è animato da questa Fede con la "f" maiuscola, ora Matteo (con il suo amico e compagno di squadra di Thomas) è in un Paradiso più grande, più bello. Ma, appunto, ci vuole la Fede. Ciao Matteo, ragazzo dal cuore d’oro. Come si dice in questi casi “la terra ti sia lieve”.