L'allarme dell'esperto: "Perché siamo all'inizio della pandemia"

Saremmo all'inizio della pandemia a causa della scarsa copertura vaccinale conseguita dai Paesi meno sviluppati e a causa delle varianti del Covid

L'allarme dell'esperto: "Perché siamo all'inizio della pandemia"

Hanno suscitato forti preoccupazioni negli Usa le parole di Larry Brilliant, rinomato epidemiologo americano, che ha sostenuto ultimamente che il mondo sarebbe "più vicino all'inizio che alla fine della pandemia". Intervistato venerdì scorso dall'emittene Cnbc, l'esperto citato, che ha fatto parte del programma dell’Oms di eradicazione del vaiolo, ha infatti rilasciato tale preoccupante frase attenendosi alle percentuali di soggetti vaccinati ad oggi nel mondo contro il coronavirus, da lui giudicate insufficienti a scongiurare nuove fiammate della curva dei contagi.

Brilliant, in particolare, ha denunciato che, nonostante la campagna di vaccinazione prosegua spedita nei Paesi sviluppati, in tutte le altre nazioni i livelli di copertura sono ridotti ai minimi termini, con alcuni Stati che non hanno superato neanche la soglia del 5% di cittadini immunizzati. In totale, soltanto il 15% della popolazione mondiale ha completato il ciclo vaccinale e, di conseguenza, la pandemia non può affatto dirsi sconfitta. Il rischio di dovere fronteggiare nuove ondate del coronavirus e di ritrovarsi così davanti a una pandemia per nulla alle battute finali è, sostiene l'epidemiologo Usa, dietro l'angolo.

Tali nuove ondate, favorite dalla lentezza delle campagne vaccinali condotte in molti Paesi del mondo, vedranno al centro le mutazioni del Covid, destinate ad assumere connotati sempre più misteriosi e allarmanti: “A meno che non vacciniamo tutti in più di 200 paesi, ci saranno ancora nuove varianti.” Se la variante Delta è attualmente contrastata efficacemente dai vaccini in uso, non è detto, avverte Brilliant, che sarà lo stesso anche una volta comparse le successive mutazioni del coronavirus. Il tasso di modificazione del Covid, inoltre, sarebbe estremamente elevato: "I nostri modelli prevedono anche una curva epidemica a forma di V invertita, che sale molto rapidamente e scende molto rapidamente. Ciò può significare che questo è un fenomeno di sei mesi in un paese, piuttosto che un fenomeno di due anni. Ma avverto le persone che questa è la variante Delta e non abbiamo esaurito le lettere greche, quindi potrebbero essercene altre."

Lo stesso luminare ha poi ventilato l'ipotesi della comparsa, quale conseguenza estrema di una scarsa copertura vaccinale in tutto il mondo, di una "super-mutazione" del virus, resistente ai medicinali inoculati oggi contro il morbo: "È un evento così catastrofico se dovesse verificarsi, dobbiamo fare tutto il possibile per prevenirlo. E questo significa vaccinare tutti, non solo nel tuo quartiere, non solo nella tua famiglia, non solo nel tuo paese ma in tutto il mondo.

Brilliant ha infine individuato una particolare categoria di persone che necessita assolutamente di un immediato terzo richiamo vaccinale: coloro che hanno 65 anni e sono affetti da un indebolimento congenito del sistema immunitario: ″È questa categoria di persone che abbiamo visto creare più mutazioni quando il virus attraversa il loro corpo. A quelle persone, direi, dovrebbe di conseguenza essere somministrata subito una terza dose. Con la stessa rapidità, andrebbero poi spediti carichi e carichi di vaccini in quei Paesi che non hanno avuto finora possibilità di acquistarli o di avervi accesso. Ritengo queste due azioni assolutamente inscindibili.

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