Nigeriani e marocchino in manette, cedettero dose letale a una 28enne

Le indagini degli inquirenti proseguono, finalizzate a rintracciare gli altri due componenti della banda di spacciatori, ora latitanti

Sono finiti dietro le sbarre tre pusher, due nigeriani ed un marocchino, accusati di avere fornito la dose letale ad una giovane, poi deceduta.

Il terribile episodio a cui si fa riferimento risale ai primi di luglio dello scorso anno, ed a perdere la vita per overdose è stata Tamara, una 28enne di Macerata. La tragica morte portò subito gli inquirenti ad avviare le indagini per scoprire l’identità dello spacciatore che aveva ceduto alla ragazza l’eroina in seguito risultata fatale.

Grazie ad un accurato lavoro di investigazione, condotto dagli agenti della questura di Macerata, è stato quindi possibile risalire ad un gruppo di extracomunitari composto da tre nigeriani, un guineano ed un marocchino. Ad incastrarli numerose testimonianze, intercettazioni telefoniche e pedinamenti. Alla banda di spacciatori sarebbero imputabili almeno 800 cessioni di stupefacenti.

Constatata la colpevolezza degli stranieri, sono dunque state disposte nei loro confronti 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Al momento del fermo, tuttavia, il guineano ed un nigeriano sono risultati irreperibili e, ad oggi, rimangono latitanti.

Catturati, invece, i nigeriani Aaron Emerauno e Cosmas Ehiedu, ed il marocchino Abdel Monumain Safhi. Durante l’arresto, gli agenti hanno inoltre effettuato una perquisizione che ha portato al sequestro di oltre un chilo di droga.

Grande soddisfazione degli uomini della polizia di Stato, del procuratore Giovanni Giorgio e del commissario capo Maria Raffaella Abbate. A quanto pare l’arresto del marocchino, in particolare, è risultato alquanto complesso. Lo straniero ha infatti opposto una strenua resistenza agli agenti, bloccando la porta della sua abitazione protetta anche da un cane di razza rottweiler. Safhi è stato trovato in possesso di diversi quantitativi di cocaina, e di ben 9.700 euro in contanti.

Le indagini comunque proseguono, dato che gli inquirenti sono più che mai determinati a rintracciare anche i due stranieri in fuga.

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