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Identità Milano e la libertà di pensare

È l’ambizioso tema scelto per l’edizione 2026 del più importante congresso italiano di cucina, che si svolgerà all’Allianz MiCo North Wing di Milano dal 7 al 9 giugno. Come sempre a declinarlo alcuni degli chef più influenti della scena italiana e internazionale, professionisti della sala, imprenditori e coloro che vivono il presente della gastronomia e guardano al suo futuro

Identità Milano e la libertà di pensare
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Dopo aver celebrato i vent’anni, Identità Milano prova a spostare di nuovo il punto di vista. L’edizione numero ventuno del congresso gastronomico più importante d’Italia - organizzato da MAGENTAbureau e quest’anno in programma dal 7 al 9 giugno 2026 perché nel tradizionale periodo di svolgimento tra fine febbraio e inizio marzo gli spazi dell’Allianz MiCo North Wing erano impegnati per i Giochi Olimpici - sceglie come tema “Identità Future: La libertà di pensare”. Una formula che può suona generica ma che tradotta nel linguaggio del congresso significa soprattutto rimettere in discussione abitudini, modelli e linguaggi della ristorazione contemporanea.

Nato nel 2005 da un’idea di Paolo Marchi e Claudio Ceroni, il congresso ha accompagnato negli anni la crescita della cucina d’autore in Italia, trasformandosi progressivamente in una piattaforma più ampia, dove la gastronomia è solo uno dei punti di partenza. Non è un caso che anche per il 2026 il programma allarghi ulteriormente il perimetro, coinvolgendo non solo chef ma anche ricercatori, imprenditori e figure provenienti dal mondo della cultura.

Il formato resta quello consolidato: tre giornate fitte di incontri, lezioni e confronti distribuiti tra il Main Stage e una serie di sale tematiche con contributi da parte di alcuni dei più influenti chef italiani e del mondo, esponenti della sala, imprenditori, produttori e opinion leader. Ma è proprio nella struttura che si intravedono gli aggiustamenti più interessanti. Accanto alle consuete sessioni dedicate alla cucina e alla pasticceria, trovano spazio nuovi approfondimenti sull’ospitalità internazionale e sui modelli emergenti di business, segno di un settore che ormai guarda oltre il piatto e prova a ridefinire sé stesso come sistema.

Tra le aree confermate torna “Bollicine del Mondo”, giunta alla quinta edizione, mentre debutta un progetto dedicato ai format gastronomici emergenti. Un osservatorio, più che una vetrina, pensato per intercettare quelle formule ibride che stanno modificando il mercato, tra ristorazione veloce evoluta, contaminazioni culturali e nuovi modelli di consumo.

Il tema della “libertà” attraversa un po’ tutto il programma, ed è declinato con la tradizionale larghezza di intenti allo scopo di trasformare questa parola così ambiziosa e vertiginosa in uno strumento operativo: libertà come possibilità di sperimentare, ma anche come responsabilità progettuale in un contesto segnato da cambiamenti economici e sociali sempre più evidenti.

In questa direzione si inserisce il rafforzamento di Identità Young, il progetto dedicato a studenti e giovani professionisti. Non solo accesso facilitato alle giornate congressuali, ma un percorso pensato per favorire il confronto diretto con chi il settore lo guida già. L’obiettivo è dichiarato: trasformare il congresso in uno spazio di formazione oltre che di rappresentazione, provando a ridurre la distanza tra palco e platea.

È un passaggio non secondario. Negli anni Identità Milano ha costruito gran parte della propria autorevolezza proprio sulla capacità di mettere in fila protagonisti e tendenze. Oggi, però, sembra voler lavorare anche sulla costruzione del pubblico futuro, intercettando una generazione che guarda alla ristorazione con aspettative e strumenti diversi.

Sullo sfondo resta la macchina organizzativa di Identità Golose, che in oltre vent’anni ha costruito un ecosistema fatto di congresso, attività editoriali e guide.

Un sistema che continua a funzionare da cassa di risonanza per il settore, tra mappature, classifiche e narrazione delle nuove tendenze e come humus per il dialogo e il continuo cambiamento e che a giugno a Milano cercherà di raccontare il futuro attraverso le diverse voci di coloro che vivono il presente della gastronomia.

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