No, poter lavorare è un diritto per tutti

Quando ci si chiede se sia opportuno che i tamponi siano a carico dello Stato, è ovvio che in prima battuta bisogna comprendere qual è il senso autentico del green pass

No, poter lavorare è un diritto per tutti

Quando ci si chiede se sia opportuno che i tamponi siano a carico dello Stato, è ovvio che in prima battuta bisogna comprendere qual è il senso autentico del green pass, che come hanno ammesso gli esponenti del governo non ha motivazioni sanitarie, ma è stato introdotto per indurre alla vaccinazione quanti sono più scettici di fronte alle politiche governative. Non volendo né potendo prendere la strada di un esplicito obbligo vaccinale, l'esecutivo ha introdotto un'alternativa tra il vaccino gratuito di Stato e il ricorso a tamponi della durata di 48 ore.

A questo punto non vaccinarsi rimane legittimo, dato che è mancato il coraggio di mettere del tutto in discussione la libertà di cura, ma per chi sceglie questa opzione s'è introdotto l'obbligo di un esame invasivo, che comporta una significativa perdita di tempo e un costo di 45 euro a settimana. L'esercizio di quello che comunque rimane un diritto è però subordinato alla disponibilità di risorse e ciò non è ammissibile. In effetti, lo Stato non può imporre di sostenere il costo di tre tamponi a settimana a quanti, legittimamente, non vogliono farsi iniettare vaccini di recente conio e dei cui effetti ancora non sappiamo molto.

Va aggiunto che questa volontà di aumentare sempre più il numero dei vaccinati, ormai intorno all'80%, deriva dalla volontà d'inseguire quell'immunità di gregge che è un mito irraggiungibile. Come ha ricordato nella sua audizione al Senato il professor Mariano Bizzarri, la copertura garantita dal vaccino è limitata e crolla dopo cinque mesi, dando un'infondata illusione di protezione. Egli ha poi aggiunto che dove si ha una corretta raccolta dei dati si sta constatando un numero abnorme di effetti avversi conseguenti al vaccino, così che sarebbe opportuno che, posti dinanzi alla scelta imposta dal green pass, quanti non corrono seri rischi di fronte al Covid-19 possano orientarsi verso il tampone e non verso il vaccino.

Dovendo fare i conti con il green pass (per cui, se non vuoi vaccinarti, devi sottoporti ai test), chi è giovane e in buona salute ha dunque diritto a un tampone senza oneri, ma certo è triste dover combattere una battaglia tanto difensiva, quella dei tamponi gratis, quando sarebbe invece il momento di contestare l'intera gestione politica della pandemia, che è stata all'origine di larga parte delle sofferenze che abbiamo subito: sul piano sanitario e non solo.

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