Non riconobbe il figlio, 45 anni dopo deve pagare i danni

Denunciato dal figlio, ormai 45enne: il 67enne di Matera costretti a pagare 20mila euro di danni

Non riconobbe il figlio, 45 anni dopo deve pagare i danni

Ha dovuto aspettare ben 45 anni perché il tribunale di Matera riconoscesse d'ufficio la paternità negatagli dal padre alla nascita e condannasse il 67enne di Tursi a versare la somma di 20mila euro oltre interessi come risarcimento per la "privazione della figura paterna".

Dopo così tanto tempo, a portare in tribunale il padre è stato Vincenzo Trani assistito dall'avvocato Luciano Vinci. Nonostante il tempo trascorso, Trani si è rivolto all'autorità giudiziaria, che ha richiesto i test genetici sul padre naturale. Dagli accertamenti - a cui l'uomo non si è opposto - si è stabilito che sono effettivamente padre e figlio.

Trani ha chiesto quindi ben 150mila euro di danni perché la mancanza della figura di un padre ha condizionato la sua vita per la mancanza di sostegno morale e materiale. Il padre biologico, invece, ha asserito di aver seguito il percorso di vita di Trani, di essere stato presente e di aver dato sostegno. Di altro avviso è stato in definitiva il tribunale ritenendolo di fatto un genitore assente e giudicando tale comportamento un illecito di tipo endofamiliare.

"È la prima volta per una pronuncia di questo genere da parte del tribunale di Matera e, più in generale, si tratta di un caso piuttosto isolato", afferma all'AdnKronos l'avvocato Luciano Vinci, "In genere questa azione è proposta dall'altro genitore del minore non riconosciuto.

Invece a promuoverla è stato il diretto interessato che ha elaborato questa decisione al termine di un percorso di profonda sofferenza morale, scandito dall'afflizione per il rifiuto. Un altro elemento non trascurabile è lo svolgersi dei fatti in una piccola comunità".

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