Nuovo gesto autolesionista per Fabrizio Corona: "Con una biro si è colpito le vene del braccio"

Dall'ospedale in cui è ricoverato, Fabrizio Corona si è nuovamente ferito le vene del braccio impugnando una penna biro. Intanto continua lo sciopero della fame

Nuovo gesto autolesionista per Fabrizio Corona: "Con una biro si è colpito le vene del braccio"

Fabrizio Corona è ricoverato da alcuni giorni nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Niguarda di Milano, dopo il differimento della pena ai domiciliari che gli era stato concesso nel dicembre del 2019. L'ex re dei paparazzi, venuto a conoscenza della decisione del tribunale di Sorveglianza si è reso protagonista di un gesto autolesionista, tagliandosi le vene del braccio. Il tutto è stato poi mostrato sui social network, dai quali le immagini sono poi rimbalzate su ogni media. L'avvocato Ivano Chiesa, uno dei legali difensori di Corona, non è propenso a definirlo "un gesto dimostrativo". All'ex marito di Nina Moric sono stati dati 16 punti di sutura e ha rischiato di recidere anche l'arteria radiale, che lo avrebbe portato al decesso in pochi minuti. Fabrizio Corona si trova ora ricoverato, piantonato da tre agenti della polizia di Stato, ma nonostante questo avrebbe tentato nuovamente di togliersi la vita con una biro.

A raccontare i fatti è stato un collaboratore dell'avvocato Chiesa, l'avvocato Cristina Morrone, che fa parte del pool difensivo di Fabrizio Corona. Il legale è andato a trovare l'ex re dei paparazzi in ospedale, scoprendo che nella mattinata del 15 marzo l'imprenditore avrebbe effettuato un nuovo gesto autolesionista, "questa volta utilizzando una biro con cui si è colpito di nuovo alle vene delle braccia". I medici non sono sereni per le condizioni di salute di Fabrizio Corona, per il quale al momento non è in previsione l'emissione del foglio di dimissione. "L'avvocato Morrone ha trovato Fabrizio Corona in condizioni psicofisiche debilitate e preoccupanti, decisamente peggiori ai giorni scorsi. La situazione verrà ovviamente monitorata, ma non possiamo nascondere la nostra angoscia", si legge nella nota. Nel momento in cui Corona dovesse essere dimesso, verrebbe immediatamente tradotto in un istituto penitenziario.

Fabrizio Corona ha messo in atto uno sciopero della fame e della sete in aperta protesta con la decisione del tribunale di Sorveglianza di Milano. Il suo obiettivo è quello di incontrare Giovanna Di Rosa, presindente dell'istituto, affinché vengano riletti gli atti del fascicolo. A detta del suo avvocato Ivano Chiesa, inoltre, Fabrizio Corona avrebbe espresso il desiderio di uscire dalla giurisdizione del tribunale di Sorveglianza di Milano, che avrebbe "un evidente pregiudizio nei suoi confronti". L'avvocato Chiesa è convinto che Fabrizio Corona continuerà a oltranza la sua protesta, finché non otterrà quanto chiesto: "Non lo piegheranno, se lui ritiene di aver subìto un'ingiustizia è capace di lasciarsi morire".

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