Il peschereccio italiano Cartagine è stato fermato dalle autorità tunisine

La barca è stata dirottata verso il porto di Sfax. La Marina italiana non è riuscita a ottenere un contatto radio

Un peschereccio italiano, il Cartagine, è stato affiancato da una motovedetta della dogana tunisina e dirottato verso il porto di Sfax. A dare la notizia dell'accaduto un secondo battello da pesca, il Twenty Two, che ha avvertito la Marina italiana.

Al momento del dirottamento - secondo i marinai della seconda imbarcazione - il Cartagine non era in attività di pesca. La Sirio, nave della Marina militare, ha fatto alzare in volo il proprio elicottero, per raccogliere informazioni sull'accaduto.

Nonostante i tentativi, non è stato possibilïe ottenere un contatto radio con gli uomini della Cartagine, né con la nave della dogana tunisina. Il peschereccio italiano è entrato nelle acque territoriali di Tunisi alle 19.30.

A bordo del peschereccio nove uomini. Quattro sono originari di Mazara del Vallo. Cinque sono invece di origine tunisina, così come uno dei cittadini italiani.

L'ultimo caso di sequestro circa un mese fa. Un altro peschereccio, il Pindaro, era stato trattenuto una settimana a Sfax e liberato soltanto dopo una trattativa serrata.

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