Ponte Morandi, Toscani non si scusa: "Mie parole strumentalizzate"

Il fotografo, nell'occhio del ciclone per l'uscita choc sulla tragedia di Genova, non fa marcia indietro: "Follia pensare che non mi interessi"

Ponte Morandi, Toscani non si scusa: "Mie parole strumentalizzate"

Oliviero Toscani non si scusa e anzi va all'attacco. Il fotografo anziché chiedere perdono alle famiglie delle vittime del Ponte Morandi per la sua uscita choc circa la tragedia del 14 agosto 2018 – "Ma a chi interessa che caschi un ponte, smettiamola…" – ha pensato bene di puntare i piedi. Nessuna marcia indietro. Che comunque non sarebbe bastata. Scuse ai familiari? Macché.

Il fotografo ha affidato al proprio profilo Twitter la replica alle accuse ricevute per la sua irrispettosa sparata di ieri, martedì 4 febbraio, quando ospite a Un giorno da pecora ha superato (e di molto) il limite.

Ecco cosa si legge nel post pubblicato sul social network: "A chi può interessare: mi dispiace che parole estrapolate e confuse possano far pensate a una follia come quella che a me non interessi nulla del Ponte". Dunque, ancora: "Solamente la cattiveria può strumentalizzare una cosa simile".

Infine, il messaggio chiosa così: "A me, come a tutti, quella tragedia interessa e indigna, ma è assurdo che certi giornalisti ne chiedano conto a me…". Insomma, delle scuse nemmeno l'ombra. E, anzi, l'amico della famiglia Benetton punta pure il dito contro i giornalisti e contro chi avrebbe strumentalizzato le sue parole. Ma basta ascoltare il podcast della puntata di un giorno da pecora incriminata per sapere da che parte sta la verità…

Le famiglie delle vittime contro Toscani

"Ogni giorno ci aspettiamo, ormai da quasi diciotto mesi, qualche nuova pensata, ogni tanto qualcuno usa i nostri morti per mettersi in mostra o per comunicare idiozie…". Inizia così la nota diramata da Egle Possetti, presidente del comitato "Ricordo vittime Morandi". Un comunicato duro che prosegue così: "Ho sentito registrate delle esternazioni, inopportune e confuse di Oliviero Toscani, ovviamente a lui potrà non interessare che sia caduto un ponte in Italia nel 2018, potrebbe essere che lui viaggi sempre in elicottero, in effetti passare su un ponte francamente è un po' da 'plebei', purtroppo tanti italiani ci viaggiano ogni giorno e qualche persona sotto quel ponte ci è rimasta per sempre, certamente non per qualche strano fulmine vagante". E, in ultimo, termina con le seguenti parole: "43 morti innocenti per lui conteranno poco, ma per noi erano tutto".

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