Pugno duro di Zaia: "Niente più tamponi ai no vax"

Il governatore del Veneto ha tenuto a sottolineare che ci sono delle priorità e che il Super Green pass servirà per non chiudere

Il governatore del Veneto Luca Zaia
Il governatore del Veneto Luca Zaia

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha deciso di usare il pugno duro contro i no vax. Non verranno infatti più fatti i tamponi gratuiti a coloro che non si sono vaccinati. Il presidente di Regione si è inoltre detto favorevole al super Green pass che vede come una opportunità per non richiudere tutte le attività in Italia. Continuano a preoccupare i numeri in Veneto, con Treviso che risulta essere una tra le dieci province più colpite. Nella giornata di ieri ha fatto segnare un record: 716 casi in 24 ore. Ieri nelle province venete si sono sfiorati i 3mila contagi, con un numero di positivi in continuo aumento. Come si legge nel report regionale sono 2.873 i nuovi casi registrati nelle ultime 24 ore, e 6 i decessi. Al momento sono in isolamento 33.828 cittadini veneti.

Le priorità della Regione Veneto

In una intervista rilasciata oggi alla Stampa Zaia ha spiegato: “Per noi il servizio al cittadino è inviolabile e non ci sono differenze di scelte vaccinali, però il problema è che ci sono le priorità e in questa fase con un’alta circolazione del virus siamo arrivati quasi al collasso dei tamponi per uso diagnostico. Noi siamo tra quelli che fanno più tamponi in Italia, sui 140mila al giorno. Però quando tu hai, come nella giornata di oggi, 3mila contagiati si debbano fare delle scelte. Per non parlare del fatto che i tamponi ci servono anche per le scuole: abbiamo quasi 500 contagiati tra gli studenti e dobbiamo monitorarli. Insomma, c’è una scala di priorità che va rispettata”.

Il governatore ha anche parlato dell’impossibilità di attuare un obbligo vaccinale, che a suo parere non servirebbe a nulla, portando invece a un muro contro muro. Anche perché, come sottolineato da Zaia: “Qualcuno dovrebbe spiegarmi come si attuerebbe l’obbligo vaccinale: facciamo dei Tso a chi si rifiuta? In questo Paese dove non puoi nemmeno chiedere un documento di identità a una persona, mica puoi prendere uno con la forza e vaccinarlo! Penso che l’accompagnamento coatto alla vaccinazione non ci sarà mai”.

Il super Green pass

a quindi portato l’esempio della Germania, dove l’obbligo vaccinale interessa solo gli over 60 che se non si vaccineranno dovranno pagare una multa di 100 euro al mese. “Mi sembra una cosa ridicola, anche perché s’introduce una bella disparità tra ricchi che possono permettersi di non vaccinarsi e poveri che devono soccombere. Dopodiché stiamo parlando di Paesi, ci metto anche l’Austria, che non sono riusciti a vaccinare la maggioranza della popolazione” ha precisato Zaia. In effetti proprio ieri la Merkel ha detto chiaramente che avrebbe voluto che la Germania fosse nella situazione dell'Italia per quanto riguarda il numero di vaccinati.

E sul super Green pass il presidente veneto non sembra avere dubbi: “Nasce dalla necessità di non chiudere e di salvaguardare la salute. Ricordiamoci che il passaggio dalla zona gialla, che ha minime restrizioni, a quella arancione, significa chiusura dei confini comunali e di un sacco di attività, come cinema, teatri, ristoranti, bar… Il Super Green Pass invece impedisce proprio che si facciano queste chiusure, garantendo l’accesso a quelli che si sono vaccinati o sono guariti”.

Quando mettere la mascherina

Il fatto di indossare o meno la protezione facciale secondo Zaia dovrebbe nascere dal buon senso di ognuno di noi, come ha spiegato su Rai Radio1 a 'Radio anch'io': "La mascherina all'aperto diventa obbligatoria in zona gialla. Ora, noi presumibilmente passeremo in zona gialla, con questo inesorabile incremento, non la prossima settimana e neanche quella dopo, ma è inevitabile che così ci si arrivi. Ma non è che possiamo stare sempre con le istruzioni per l'uso in mano. Io la mascherina la porto sempre: quando vedi un assembramento non è che non la metti perchè sei in zona bianca o all'aperto. Serve buon senso, se c'è un assembramento, all'aperto o al chiuso, metti la mascherina".

Il governatore ha poi tenuto a ribadire che in Veneto la campagna vaccinale ha funzionato. Infatti, se si paragonano i 3mila contagiati al giorno di oggi, con quelli di un anno fa, adesso in ospedale c’è solo un quarto dei positivi. Tra l’altro, come ha sottolineato il presidente della Regione, l’80% di coloro che sono ricoverati in terapia intensiva non sono vaccinati, così come il 55% dei pazienti negli altri reparti. I non vaccinati rappresentano solo il 14% dell’intera popolazione in Veneto. Per spegnere ogni genere di polemica, Zaia ha anche chiarito: “Noi nella Lega abbiamo fatto un ragionamento onesto: riconoscimento dell’efficacia dei vaccini e della campagna vaccinale, non c’è dubbio che la Lega sostenga le vaccinazioni e ci siamo chiariti anche sui GreenPass”.

La vaccinazione dei bambini

Per quanto riguarda le vaccinazioni ai più piccoli, secondo il presidente la decisione spetta solo ai genitori, dopo un confronto con i pediatri di libera scelta. Ha poi chiarito: “Sappiamo: uno, che la comunità scientifica ci dice che si possono vaccinare; due, dico che devono decidere i genitori; tre, la valutazione di mettere in sicurezza i propri figli con la vaccinazione è sacrosanta ma noi adulti non possiamo nasconderci dietro la vaccinazione dei bambini per metterci il cuore in pace”. Nel senso che secondo il suo parere è scandaloso che ci sia ancora il 25-30% della popolazione adulta che non ha terminato l’intero iter vaccinale. Non tollera neanche il ragionamento di chi dice che vaccinare i bambini può servire a coprire il numero di adulti no-vax.

In vista del Natale Zaia ha prima di tutto ringraziato il Cielo che la neve sia arrivata, anche copiosa. Ha poi precisato che in questo periodo ancora incerto è possibile che qualcuno disdica in ultimo le prenotazioni e che per questo timore alcuni alberghi possano decidere di non aprire neanche. Un peccato, perché la stagione sembrava essere iniziata bene, con fatturati superiori all’anno pre-Covid. “Io non penso ci sia un unico responsabile ma un mix di fattori. Certo, se fossimo al cento per cento vaccinati non ci sarebbe la pressione ospedaliera che vediamo oggi che, ripeto, è chiaramente connotata. Del resto è il mondo intero che si deve vaccinare: finché avremo sacche in Europa e nel resto del pianeta non vaccinato, il pericolo ci sarà sempre. Il virus ha sempre bisogno di un vettore, cioè di qualcuno che lo porti in giro. E il non vaccinato è il vettore idealeha concluso.

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