Rischio chimico su pasta e gelati: ecco i prodotti ritirati dal mercato

Numerosi prodotti alimentari sono stati ritirati dai supermercati perché contaminati da ossido di etilene: ecco cos'è e come fare per evitare cibi che possono contenere alcune tracce

Rischio chimico su pasta e gelati: i prodotti ritirati dal mercato

Rischio chimico su alcuni alimenti di uso quotidiano ritirati dai supermercati italiani tra metà agosto ed i primi giorni di settembre: si tratta di pacchi di pasta biologica, preparati per muffin e altri prodotti da forno. E poi anche i gelati, sia quelli confezionati che in barattolo. L'unico indizato è l'ossido di etilene, presente in uno o più ingredienti del prodotto.

Cos'è l'ossido di etilene

L’ossido di etilene è un gas: ha capacità disinfettanti e disinfestanti contro batteri, funghi e virus e da tempo viene impiegato negli ospedali per sterilizzare materiali e dispositivi medici e chirurgici. Ma cosa c’entra, quindi, con il cibo? Purtroppo c’entra perché, per le stesse ragioni, viene usato per la decontaminazione dei silos e dei magazzini dove sono conservati gli alimenti prima di entrare nel ciclo produttivo: in Europa questo processo non accade più ma succede nel resto del mondo dove le normative sono spesso meno stringenti delle nostre. Come riporta questa rivista specializzata nel food, in Europa il suo uso è regolato per legge perché questa sostanza è inserita fra quelle ritenute cancerogene e tossiche. L'elenco delle specifiche confezioni e dei marchi (tra cui figurano Pastificio Fiorentino, Pasta Natura, Nuii, Milka, Molino Rossetto e Molino Merano) è disponibile sul sito del Ministero della Salute. La sostanza incriminata? L'ossido di etilene.

Dove è più facile trovarlo

È un problema piuttosto importante ma non è oggettivamente semplice capire come evitare i cibi che contengono tracce di questa sostanza, o che comunque ne contengono tracce a livelli considerati pericolosi. È talmente difficile che in uno dei casi più recenti, relativo a un ingrediente in arrivo dalla Turchia usato per gelati poi prodotti in Spagna, l’Unione europea ha stabilito che “non essendo possibile definire un livello di esposizione sicuro per i consumatori” e che “qualsiasi livello cui i consumatori possono essere esposti presenta un rischio potenziale”, è “necessario che gli operatori del settore alimentare che hanno immesso questi prodotti sul mercato li ritirino o li richiamino”. L’Ue ha riportato una raccomandazione relativa all'additivo E410, “notoriamente contaminato con ossido di etilene”: si riferisce alla farina di semi di carrube, che ha abitualmente un contenuto di ossido di etilene superiore al limite massimo ed è spesso usata come addensante e stabilizzante in gelati confezionati, confetture, insaccati e dolcificanti. Spesso e insieme con la gomma di guar (il codice qui è E412), ritenuta “ad elevato rischio di contaminazione”.

Come difendersi

La lista degli alimenti a rischio è lunghissima: come detto, ci sono i semi di sesamo, i gelati (anche di marche famosissime), tantissimi alimenti a base vegetale (anche di catene della grande distribuzione), ma pure tanti yogurt, sughi e piatti pronti, zenzero, peperoncino e altre spezie e prodotti senza glutine e integratori che contengono materie prime che arrivano non solo dall’India, ma anche da Turchia, Cina, Paraguay e Argentina. Gli esperti dicono di prestare molta attenzione alle etichette di questi prodotti e alle sigle che riportano E410 ed E412, magari anche cercandole online per capire a che cosa fanno riferimento. Infine, in attesa che l’Europa inasprisca ulteriormente le norme che regolano l’uso dell’ossido di etilene, è bene consultare con regolarità il sito del Ministero della Salute.

"L'ossido di etilene gassoso è stato utilizzato per decenni negli ospedali, per sterilizzare gli strumenti chirurgici, e nella filiera alimentare, per prevenire il deterioramento microbico di materie prime sensibili alla contaminazione di muffe, funghi o batteri, come la salmonella. Ma è stato anche usato per disinfestare il materiale presente nei silos in cui venivano stipati i semi o le farine" spiega a Repubblica Corrado Galli, presidente della Società Italiana di Tossicologia (Sitox). "Si tratta di un agente sterilizzante biologicamente molto potente che ha sollevato preoccupazioni per i lavoratori impegnati nella sua produzione perché, nell'animale da esperimento, si è visto che dopo un'esposizione inalatoria per lungo tempo e a dosi molto elevate, è in grado di produrre effetti cancerogeni".

Quali rischi per la salute

Pasta e gelati sono stati prontamente richiamati dal mercato con l'invito del ministero a non consumarli se acquistati in precedenza e a riportarli al punto vendita per il rimborso. Ma chi li ha ingeriti cosa rischia? "Ovviamente dipende da quanto ossido di etilene c'è nella porzione ingerita. Perché quando si parla di sostanze chimiche e tossicità non si può fare un discorso a prescindere dalla dose" sottolinea l'esperto, che aggiunte come negli alimenti contaminati l'ossido di etilene si degrada, ad esempio in acqua, o perché si lega a materiale proteico o agli zuccheri, diminuendo il suo potenziale rischio. "Inoltre i suoi livelli si abbassano con il tempo man mano che evapora o si scompone in altre sostanze. Per cui - conclude Galli - da un punto di vista alimentare, la preoccupazione non dico essere nulla, ma quasi".

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