Rischiamo davvero un Papeete-2?

La campagna elettorale è appena cominciata ma il ritrovato asse giallo-verde si scaglia già contro Mario Draghi: Conte e Salvini "minacciano" la stabilità del governo.

Rischio Papeete-2?

Cosa accade tra le stanze damascate dei palazzi della politica? Cosa si sussurrano i deputati tra un caffè e l'altro? A Roma non ci sono segreti, soprattutto a La Buvette. Un podcast settimanale per raccontare tutti i retroscena della politica. Gli accordi, i tradimenti e le giravolte dei leader fino ai più piccoli dei parlamentari pronti a tutto pur di non perdere il privilegio, la poltrona. Il potere. Ognuno gioca la propria partita, ma non tutti riescono a vincerla. A salvarsi saranno davvero in pochi, soprattutto dopo il taglio delle poltrone. Il gioco preferito? Fare fuori "l'altro". Il parlamento è il nuovo Squid Game.

"Che nessuno ci dica state al governo ma state zitti e buoni". Giuseppe Conte è perentorio e la minaccia arriva dritta nelle stanze di Palazzo Chigi. Il leader del Movimento 5 Stelle, dopo la batosta alle elezioni amministrative che attestano il partito al 2,1% (secondo un'analisi elaborata da YouTrend sui comuni al voto con oltre i 15 mila abitanti) minaccia la stabilità. A seguirlo però è anche Matteo Salvini che dice "mi do tempo fino a settembre..." una dichiarazione che ha più il suono di una minaccia diretta a Mario Draghi che, a Palazzo Chigi, non piace molto.

Stare all'opposizione paga e il leader del carroccio sarebbe tentato di seguire il metodo Meloni. D'altronde è stata proprio lei a suggerirlo pubblicamente in conferenza stampa post voto. Ed è proprio sul futuro del governo di unità nazionale che si rinsalda l'asse giallo-verde. Da un lato Conte e, dall'altro, Salvini. Ma uscire dal governo, però, significherebbe dividere i rispettivi partiti tra i governisti e "populisti". Farli implodere insomma. Improbabile che accada.

"Qui si tira dritti fino a maggio 2023. Nessuno ha interesse a sfiduciare Mario Draghi, è solo un modo per tenere buoni una parte di elettori scontenti. Io sarei il primo a non votare la sfiducia". Confida un grillino. Ma altri come il senatore Gianluca Castaldi, ex sottosegretario al governo di Giuseppe Conte, sarebbero pronti a farlo. "È difficile stare al governo con responsabilità quando gran parte dei tuoi sostenitori e attivisti ti chiedono di uscire. Il rischio che si apra una crisi c'è se Mario Draghi non ascolta la nostra voce". Ma Conte potrebbe davvero strappare? "Beh, si. Se tutte le nostre istanze non vengono accolte dal governo la nostra posizione cambia. Che ci stiamo a fare?".

Stessa linea dall'altra parte della barricata, nella Lega. Quanti sarebbero pronti a far saltare tutto? Esiste il rischio reale di un Papeete-2? "Non c’è nessun Papeete-2, noi semplicemente abbiamo chiesto e chiederemo nei prossimi giorni a Draghi di risolvere i problemi degli italiani. C'è la benzina a due euro, il gas alle stelle, l'inflazione che galoppa. Noi abbiamo delle soluzioni". Ci dice Luca Toccalini segretario nazionale della Lega giovani.

Ma l'ultimatum di Salvini ha il suono di una minaccia. "No, non sono minacce, sono prese d'atto della situazione reale che c'è all'interno del Paese. I leghisti non sono contenti del governo Draghi e delle risposte che non sta dando. A livello di numeri il governo paradossalmente senza di noi non rischia, può essere tenuto in piedi tranquillamente da PD e 5 Stelle. O si incide e si danno delle risposte o altrimenti faremo le nostre valutazioni". Ci dice il giovane deputato. Un fatto è certo: ne vedremo delle belle. La campagna elettorale è appena cominciata.

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