Roma, aggredito con una mazza chiodata l'ambasciatore eritreo

Mercoledì sera è stato aggredito a Roma l'ambasciatore dell'Eritrea da parte di due connazionali muniti di una mazza chiodata. Uno dei due aggressori è stato fermato

Roma, aggredito con una mazza chiodata l'ambasciatore eritreo

L'ambasciatore dell'Eritrea, mercoledì sera, ha subìto un'aggressione a Roma, in una zona vicina al ministero delle Finanze. Menghistu Pietros Fessahzion, 67 anni, stava uscendo da un ristorante eritreo è stato assalito al grido di "ti uccido" da due uomini che impugnavano una mazza chiodata.

Uno dei due aggressori, un 34enne appartenente alla comunità eritrea romana, è stato riconosciuto e fermato dalla polizia con l'accusa di tentato omicidio. Il suo complice non è ancora stato rintracciato, mentre l'ambasciatore eritreo è stato trasportato al policlinico Umberto I dove è stato curato per una ferita alla mano, guaribile in 7 giorni. Il suo collaboratore, che ha cercato di proteggere il diplomatico, è stato invece ricoverato con 30 giorni di prognosi per un trauma cranico e una frattura dello zigomo.

Il movente dell'aggressione, spiega Repubblica, sarebbe legato a motivi politici e già in passato ci sarebbero stati attriti tra l'ambasciatore e uno dei suoi assalitori. Più di un anno fa, durante una riunione, il diplomatico sarebbe stato contestato proprio da quell'uomo, che lo aveva attaccato accusandolo di carenze nella gestione della comunità eritrea.

Commenti

Commenta anche tu
Grazie per il tuo commento